Fioritura d’inverno

Di Alciati Piero
07 Dicembre 2006

Il fiore dell’inverno è il radicchio, che per secoli è stato il cibo delle povere campagne venete, in stridente contrasto con la ricchezza dei menù delle corti. Allora, il radicchio, era una pianta poco più che selvatica. È stato solo a partire dalla metà del 1800 che le piantine vennero sottoposte alla tecnica della forzatura per ottenere il tipico prodotto. A Dosson, ritenuto il luogo d’origine del radicchio, i vecchi contadini raccontano di uccelli che lasciarono i semi sul campanile del paese e da lì, per pura casualità, iniziò la sua storia. Il radicchio rosso di Treviso, precoce e tardivo, detto spadone, ha sapore molto delicato, leggermente amarognolo, la consistenza croccante. Esiste poi anche il radicchio variegato di Castelfranco, detto “la rosa”, un cespo dagli splendidi colori con la foglia color crema variegata di rosso e violetto, orgoglio della zona tra Treviso e Castelfranco. Bene fanno i ristoranti del radicchio che con lo “spadone” e con la “rosa” compongono i loro menù. Fra i classici ci sono sia il risotto al radicchio che la pasta con radicchio cotto in padella e gorgonzola. Ma ho un ricordo, probabilmente ricetta di campagna in uso nelle famiglie, di una minestra di fagioli bollente con radicchio di Treviso crudo, aggiunto all’ultimo e condita con olio, pepe e aceto di vino rosso, semplicemente straordinaria.

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