Piero Fassino spot.

Di Luigi Amicone
14 Dicembre 2006
Le tute blu hanno contestato Epifani. Nessuno ha gli detto che «un Tfr è per sempre»

Gli operai di Mirafiori hanno fischiato Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, leader di Cgil e Uil, che si sono recati insieme nella celebre fabbrica della Fiat per spiegare la Finanziaria. Ha detto Piero Fassino : «La contestazione nasce da una condizione di frustrazione con radici profonde. Domando: quanti anni sono che in una pubblicità televisiva non si vede un operaio? Quando il lavoro manuale viene così svilito non ci si può stupire che chi lo fa manifesti una sua frustrazione». Verissimo. Quanti anni sono che non si vede Bonanni parlare con uccellini che si abbeverano d’acqua minerale? Quanti anni sono che Bernocchi non esce esultante da un supermercato poetando «Cobas, il teppismo è il profumo della vita»? Quanti anni sono che Angeletti non scippa il superalcolico dalla festa al grido di «No Uil, no party»? Quanti anni sono che, di fronte a spiacevoli imbarazzi di stomaco, nessuno ci rassicura con un «quando la diarrea ti sorprende, sorprendila con Epifani»? Sono anni tremendi, è una vita d’inferno. Nemmeno un minispot di sollievo. Nemmeno un Padoa-Schioppa che a Natale ci prometta che «un Tfr è per sempre». Nemmeno una scritta in sovraimpressione tipo «Sindacato: altolà al sudore!». Nemmeno uno straccio di pubblicità progressista che ci metta in guardia dai flagelli moderni: «Fassino, se lo conosci lo eviti. Se lo conosci non ti fai pigliare per il cuneo».

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