Luna nuova per morte luminosa

Di Tempi
14 Dicembre 2006

luna nuova per morte luminosa
Terribilmente sensibile
da non provare sentimenti,
o, duro e inespressivo
incapace di piangere;
eccesso di pornografia
di corpi ansimanti, trucidati
al chiarore della mezzaluna,
mezzo umano, mezzo pazzo
un poeta, certamente.
Esuberante, poco pianificato
Poco espressivo, incapace di comunicare
in altro modo
Che lo scrivere
Come una liberazione; da una schiavitù
Con fruste e bastoni,
immobile come un albero
fragile come una foglia abscissica
sporco come il miglior sorriso
ricco, poco più di te.
Lucido forse, non ancora ubriaco
Semi-abbronzato, del tutto drogato
Certo, ogni giorno il sole sorge
Forse no, un’enorme lampada a gas
noi vediamo ancorata al cielo
forse più su ancora
dove volano i pensieri tristi
bruciati col fuoco della sera
ed i racconti contadini.
Troppa tecnologia uccide il cuore
In alcuni casi lo salva
di solito lo stringe
lo ancora al petto
lo infossa ed implode
con cento e più sbuffi di sangue
zampillante; arterie slogate
emorragia, la morra
dita confuse, parole soffuse
il latrato di un cane, uscito dall’utero
patriarcale
mi esalta, la sua umidità
di mammifero nato mi commuove;
appena un poco,
non molto, abbastanza credo.
Poco più su sta il mio cuore
Appena imploso, come frammenti di vetro
E un quadro con tele confuse,
sbiadisce ancora un poco;
sembrando quasi antico. Messo a nudo
prepotentemente spogliato, messo in vetrina
esposto ad occhi giudiziosi
quasi ucciso a pugnalate nell’anima
ogni sguardo è martirio
un tuffo al cervello.
da trampolini cerebrali, animale in gabbia
privato della muscolatura, impossibile fuggire
forse sopportare. ma ormai non riesco
a cogliere quel sfottuto attimo
abituandomi all’idea di essere giudicato/a
devo combattere, l’ho già fatto
a volte ho reclinato il capo
era un intervallo, una pausa
riprendere fiato per poi colpire
con maggior forza
maggior vigore, assaporando il sangue
fra i denti
poi deglutirlo, rosso vapore
acre sudore, di battaglia profetica
non scendo a patti.
Alcool per gli dei, per i vittoriosi ed i vinti
Un po’ per me, un po’ per te
Giusto per intorbidire i sensi
Giusto un po’.

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