La chiesa di Klaya non può attendere

«Gli unici ad offrirci soldi per la nostra chiesa sono stati quelli del Qatar, possibile che nessuno di voi occidentali sia pronto a sborsare una lira per i cristiani del Libano?». Mansour Al Qaiem, vicario episcopale della provincia di Marjayoun nel sud del paese, ha 71 anni suonati, ha visto tutte le guerre di questo paese, ma non smette d’indignarsi. Mi fece vedere la chiesa di Klaya colpita per errore dalle bombe d’Israele alla fine di agosto. Ad oggi solo il Qatar gli ha proposto di coprire 80mila dei duecentomila dollari di spese necessari per restaurare questa vestigia cristiana dell’ottocento, questo simbolo del cristianesimo in un’enclave circondata dai musulmani. Chi scrive gli ha promesso che i lettori di Tempi sapranno dargli una mano. Ci riusciremo?

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