Strategia vincente

Di Tempi
21 Dicembre 2006
Il punto sul mercato degli apparecchi da gioco in un'intervista con Paolo Antonio Grego, nuovo direttore di Atlantis World

Una delle operazioni più brillanti di incremento e recupero delle entrate per le casse dello Stato è stata compiuta attraverso l’assoggettamento a prelievo erariale degli incassi degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro (apparecchi da gioco di tipo “new slot”, simili alle slot machine, nei quali però gli elementi di abilità o intrattenimento sono presenti insieme all’elemento aleatorio) regolato dalla Finanziaria e dal decreto interdirettoriale dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) del 2004.
Abbiamo intervistato Paolo Antonio Grego nuovo direttore di Atlantis World, uno dei più importanti gruppi internazionali del settore, che ha ottenuto da Aams, assieme ad altri nove operatori, la concessione per l’attivazione e conduzione operativa della rete per la gestione telematica e amministrativa degli apparecchi.
Qual è la situazione attuale del settore a due anni dalla sua regolamentazione?
La regolamentazione introdotta nel 2004 è stata un successo in termini di incassi erariali; basti pensare che da quella data il prelievo è passato da 500 milioni di euro a circa 1.500 milioni nel 2005. Per il 2006 si prevedono ulteriori crescite con un prelievo che dovrebbe raggiungere i 2.000 milioni di euro. Cifre straordinarie considerato che nel 2003, prima della regolamentazione e dell’introduzione dei nuovi apparecchi da gioco, le entrate erano di poco superiori ai 30 milioni.
In questo contesto Atlantis è leader del mercato con la gestione di circa 60.000 apparecchi da gioco (pari a circa il 30 per cento degli apparecchi attualmente presenti sul mercato italiano) e con una raccolta annuale che si attesta intorno ai 700 milioni di euro di prelievo erariale unico (Preu).
Lo Stato esce sicuramente vincente sia in termini di lotta all’illegalità sia in termini di raccolta erariale; se consideriamo pari a 100 la somma giocata, la legge prevede che almeno il 75 per cento del totale venga attribuito al giocatore come vincita nell’arco di 14.000 partite; del 25 per cento rimanente lo Stato preleva il 55,2 a suo favore. Tale prelievo ha contratto decisamente la remunerazione degli operatori della filiera; al concessionario, ai terzi incaricati della raccolta e ai titolari degli esercizi pubblici, dove vengono collocati gli apparecchi, rimane solo l’11,2 per cento delle somme giocate: ben poco rispetto a quello che garantiva il vecchio sistema, caratterizzato da una tassazione minima.
Si può considerare il sistema definito e funzionale alle esigenze di tutti gli operatori?
L’attivazione della più grande rete telematica di controllo del gioco al mondo, come quella attuata col regime concessorio, è stata un’operazione molto complessa che non ha consentito di prevedere a priori tutte le problematiche di messa a punto del sistema che caratterizzano ogni start-up. In ogni caso, l’Amministrazione dei Monopoli è riuscita a gestire il cambiamento con grande senso pratico indirizzandosi al conseguimento del più importante obiettivo: ottenere le maggiori entrate possibili per lo Stato.
Anche in questo senso va intesa la scelta di Aams di diminuire la percentuale di Preu di un punto e mezzo (prevista in Finanziaria dal 1° gennaio 2007) che consentirà, però, una più equa distribuzione delle risorse e un aumento dei volumi complessivi più che proporzionale rispetto alla diminuzione percentuale del prelievo erariale.
Altresì il decreto interdirettoriale del 19/09/2006 e la Finanziaria prevedono il rafforzamento del controllo tecnico del sistema attraverso una modifica delle specifiche strumentali progettate e introdotte negli apparecchi di seconda generazione (new slot2), e il potenziamento della rete telematica.

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