Il nuovo volto di Mirafiori

Di Sacripanti Andrea
21 Dicembre 2006

Mirafiori protagonista non solo per i fischi ai leader confederali. Il futuro di Torino passa anche dalla riconversione delle parti dismesse della grande fabbrica Fiat: un’area di circa 300 mila metri quadrati, il che significa il 12 per cento dell’estensione dell’intera superficie. Nel 2005 quell’area è stata acquistata dagli enti locali, ora appannaggio della società Torino nuova economia. Diversi le ipotesi e i progetti allo studio. L’assessorato all’urbanistica di Torino ha chiamato in causa l’Urban center metropolitano per vagliare i progetti di trasformazione. Una cosa è certa: si vuole dar vita a una riconversione del territorio nel segno dell’armonia e con un’ampia presenza di aree destinate al verde. È volontà condivisa che lì debba insediarsi il Centro design del Politecnico di Torino (nella cosiddetta ex area Dai). Ma anche un nuovo termovalorizzatore. E dal punto di vista dei trasporti e del traffico, ecco che a Mirafiori vi arriverà la seconda linea della metropolitana e passerà pure il nuovo asse autoferroviario di corso Marche. Insomma, l’intenzione è quella di dar vita a una riqualificazione che determini un modello di riorganizzazione e valorizzazione economica della zona. Che andrà a ricollocarsi così all’interno di una città che, grazie all’occasione delle Olimpiadi della neve, ha dato segnali di vita assai confortanti.

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