Oltre il precariato
Life long learning, un’espressione inglese ormai familiare nel mondo dell’istruzione: dice che è finito il tempo in cui ci si formava a scuola una volta per tutte, siamo nella società dell’apprendimento continuo. Da qui ha tratto il suo nome l’Associazione Treellle, un gruppo di lavoro cui partecipano studiosi, politici, imprenditori di varie appartenenze, attentissimo a quel che si muove oltralpe, che negli ultimi anni ha prodotto alcuni degli studi più significativi e innovativi sui problemi del sistema di istruzione del nostro paese. Appena prima di Natale ha presentato a Roma il suo ultimo quaderno, Oltre il precariato, dedicato alle follie della “via italiana al reclutamento”: siamo gli unici in Europa ad assumere gli insegnanti senza formazione specifica, senza valutazione della professionalità, sulla base di una graduatoria che si autoalimenta col meccanismo delle supplenze. E che ha raggiunto a oggi la dimensione mostruosa di 242 mila iscritti, più 90 mila in attesa di entrare.
Dunque, che fare? Primo – sintetizza il presidente Attilio Oliva – chiudere l’accesso alla graduatoria, così da condurla al progressivo esaurimento. Secondo, tagliare definitivamente il perverso legame tra supplenze e punteggio, adottando procedure per le supplenze del tutto indipendenti dal reclutamento. Questi sono provvedimenti, osserva, che si possono adottare immediatamente. Subito dopo occorre potenziare le Scuole di specializzazione per l’insegnamento (Ssis), a numero programmato, che devono diventare l’unico modo per formare insegnanti realmente preparati, anche con un serio periodo di tirocinio in classe. Infine, in prospettiva, lo sviluppo dell’autonomia delle scuole, perché possano scegliere liberamente tra gli insegnanti abilitati dalle Ssis.
Dottor Oliva, alla presentazione del quaderno c’era anche il Ministro; cosa dice delle vostre proposte? «Ha detto che vanno nella direzione giusta». Il quaderno può essere richiesto gratuitamente a info@treellle.org.
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