Per partito preso
New York
Dal primo Gennaio 2007, la sede del governo di Albany, capitale dello Stato di New York, ha un nuovo inquilino, il democratico Eliot Spitzer, paladino dei diritti degli omosessuali. «Vedo il matrimonio tra coppie dello stesso sesso come una conquista per i diritti civili dei cittadini», spiega a Tempi l’uomo che ha battuto l’avversario repubblicano alle elezioni dello scorso 7 novembre, quando si è votato anche per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato degli Stati Uniti.
La stella politica di Spitzer raggiunge il livello nazionale con l’elezione a procuratore generale dello Stato di New York nel 1998 e con la rielezione nel 2002. In questi anni “lo sceriffo di Wall Street”, il difensore dei piccoli risparmiatori dalle speculazioni delle grandi banche d’investimento, riesce a far condannare per frode alcune delle più importanti società di assicurazioni. Colossi finanziari come la Marsh & McLennan e la Aig, che a causa delle inchieste di Spitzer persero 38 miliardi di dollari.
Il nuovo governatore si è posto tre priorità: l’abbassamento della tassa sulla proprietà della prima casa, la riduzione dei costi per l’assicurazione sanitaria e la legalizzazione del matrimonio tra coppie omosessuali. Dopo la decisione della Corte d’Appello di New York di respingere il ricorso di una coppia gay che aveva presentato domanda di matrimonio, rimandando la spinosa questione al legislatore, Spitzer ha infatti abbracciato la causa della potente lobby omosessuale newyorkese che gli ha dato il voto e che è riunita attorno all’organizzazione Empire State Pride Agenda. Insieme al senatore del Wisconsin, Feingold e a quello del Massachusetts, Kennedy, Eliot Spitzer è diventato così l’esponente di punta dei democratici in materia di diritti per gli omosessuali, superando a sinistra la stessa Hillary Clinton.
Adottare si può, sposarsi no
Il matrimonio tra omosessuali, per Spitzer, «è in linea con la legge dello Stato di New York in materia di adozioni, che già consente a coppie dello stesso sesso che vogliano condividere la responsabilità di crescere dei bambini la possibilità di adottarli ma non quella di sposarsi».
L’indebolimento della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna ha già le sue belle conseguenze devastanti negli Stati Uniti, dove tutte le statistiche concordano nel rilevare come l’aumento della povertà e del disagio sociale siano strettamente correlate alla crisi dell’istituto familiare. Ma Spitzer ne fa una questione di diritto: «Il diritto per una coppia omosessuale di sposarsi e di formare una famiglia non comporterà la perdita di alcun diritto per le coppie eterosessuali. Inoltre non danneggerà nessuna confessione religiosa che continuerà a poter esprimere la sua visione del matrimonio all’interno della propria comunità».
La crociata pro-gay di Eliot Spitzer ha solo un problema: il Partito Democratico ha la maggioranza dei seggi alla Camera ma non al Senato del Parlamento di Albany. Dunque non è verosimile che il matrimonio gay sia legalizzato a breve nello Stato di New York. Del resto l’unico stato a equiparare a tutti gli effetti le unioni gay al matrimonio, il Massachussetts, sembra già pensare a una marcia indietro. Nel resto del paese le coppie gay godono di alcuni diritti (in alcuni casi anche quello di adozione) in New Jersey, Vermont e Connecticut. Dove nella maggioranza dei casi le Corti Supreme, non i parlamenti locali eletti dai cittadini, hanno imposto la legalizzazione del matrimonio gay.
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