La pista bulgara funziona

Di Manes Enzo
11 Gennaio 2007

L’azienda della famiglia Rigoni (alla guida dell’impresa con Andrea ci sono Antonio, Luigi e il cugino Mario) colleziona ogni anno notevoli incrementi di fatturato. L’aumento annuale è intorno al 13 per cento (nel 2005 ad esempio è stato del 28,6 per cento contro il 25,5 dell’anno precedente).
Dal punto di vista industriale si è rafforzata la filiera produttiva della Rigoni in Bulgaria, dove esistono terreni di coltivazione biologica (miele e piccoli frutti come fragole, lamponi, more di rovo, ribes nero e fragoline di bosco) e centri di trasformazione gestiti da società tutte controllate dalla Rigoni.
Lo scopo dell’azienda è perciò quello di giungere al controllo completo della filiera produttiva. Partendo da terreni biologici di qualità. Nei primi mesi dello scorso anno è stato inaugurato il nuovo centro logistico-produttivo in quel
di Albaredo d’Adige, paese che si trova alle porte di Verona. La sua realizzazione, che ha richiesto un investimento di quattro milioni di euro, consente una maggiore facilità dei trasporti e un incremento della capacità produttiva. I suoi 1.500 metri quadrati coperti, infatti, consentono di stoccare circa 6mila pallets, ovvero 6 milioni di vasetti. Ed è qui che si attua lo stoccaggio sia del prodotto finito proveniente dal centro produttivo di Foza, vicino ad Asiago, sia delle materie prime che arrivano dalla Bulgaria.

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