Motori
Quattroporte, ora automatica
Il mercato Maserati negli Stati Uniti ha incontrato un problema: il cambio. Proprio per uso e mentalità, gli yankees prediligono la trasmissione automatica perché facile da usare anche per guidatori e guidatrici avanti con gli anni che non amano (e non sanno, per la maggior parte) lavorare di frizione. Per la verità, non sono stati solo i “maseratisti” americani a chiedere un cambio automatico: la marca del Tridente stima che l’80 per cento delle vendite della Quattroporte sarà rappresentata, nel mix di vendita, dalla versione con cambio automatico. Una bella fetta, in altre parole, delle 7 mila unità di vendita dell’ammiraglia nel 2007 (quest’anno si chiuderà con 5.700 unità immatricolate) in tutto il mondo.
E così, al Motor Show di Detroit, in svolgimento in questi giorni, la Quattroporte presenterà il modello con l’inedita trasmissione automatica. Proprio nel territorio dove sono maggiormente appetite le auto di lusso, anche se per la Maserati un po’ di freno sarà determinato dal basso valore del dollaro rispetto all’euro.
Diventano così sei le versioni a listino della berlina della casa del Tridente (base, Executive GT, Sport GT), disponibili ciascuna con il semiautomatico DuoSelect o con il nuovo cambio automatico a 6 rapporti fornito dalla ZF, per il quale non c’è supplemento di prezzo (che parte dai 112.000 euro della versione V8 base). La trasmissione automatica garantisce un elevato comfort di marcia e vanta un’ottima coppia ai medi e bassi regimi.
Si abbina inoltre a interessanti novità introdotte dai tecnici Maserati, come il freno di stazionamento elettronico con funzione di freno di emergenza: se attivato, il sistema frena la vettura dolcemente fino all’arresto completo. Il propulsore V8 da 400 cavalli si distingue per il carter in bagno d’olio; la nuova trasmissione automatica, che esalta la progressione del motore ai bassi-medi regimi e non ne limita la potenza, è ora vicina all’unità motrice. Con un bilanciamento nella distribuzione dei pesi che favorisce sempre il posteriore, ma nel rapporto 49/51 anziché 47/53 per cento come nello schema classico Transaxle della Maserati. Guidando l’Automatica si avvertono i miglioramenti, soprattutto nella rapidità di innesto delle marce.
Ma perché un pick-up deve essere solo autocarro?
L’immatricolazione delle vetture in Italia subisce spesso cambiamenti di regime fiscale. Com’è il caso della finanziaria 2007 che prevede pesanti aumenti della tassa di possesso per le auto che non siano motorizzate euro 4. Ma il regime fiscale più strano e inaccettabile è quello che riguarda i pick-up. In Italia, i pick-up possono essere omologati solo come autocarri e devono essere adoperati secondo questa specifica. Non è lecito, cioè, trasportare passeggeri se non attinenti all’attività del titolare del veicolo, sia che questo sia un privato sia che esso sia intestato a una società. E questo in ogni giorno della settimana. A questo punto, però, non si riesce a comprendere perché un pick-up (che spesso ha doppia cabina con quattro porte e un lussuoso abitacolo per cinque passeggeri, che possiede un cassone in grado di essere coperto per trasportare senza problemi bagagli e mercanzia) non possa essere immatricolato anche come automobile: senza detrazioni fiscali, senza privilegi, ma come una vettura per famiglia che piace e che, perciò, viene scelta. Insomma, perché chi non desidera frodare lo Stato non può acquistare la vettura che più gli piace?
Captiva, l’elegantona
Il mercato europeo fa gola agli americani che finora, quasi in silenzio, lo avevano aggredito solo con vetture sportive particolari: come la Corvette e la Mustang. Far di necessità virtù, ossia quote di mercato, è uno degli imperativi categorici. E così, a pochi mesi dall’introduzione del Suv Chevrolet Captiva nel mercato italiano, realizzato apposta per soddisfare i gusti del pubblico europeo, si presenta ora con il nuovo allestimento Ltx Beige Pack. Che offre dotazioni ancora più complete quali: nuovi interni per un abitacolo ancora più elegante; dotazioni aggiuntive rendono ancora più esclusivo il suv Chevrolet che può avere anche una configurazione a sette posti.
La Captiva Ltx Beige Pack infatti si caratterizza per interni in pelle di colore beige che hanno l’effetto di illuminare l’abitacolo rendendolo ancora più elegante. Il nuovo colore si fonde con l’analoga tonalità del padiglione e della parte inferiore della cabina mentre la plancia è abbellita da un inserto tipo radica chiara, replicato nelle modanature delle portiere.
Il guidatore dispone di un confortevole sedile regolabile elettricamente mentre il sistema audio è dotato di un caricatore per 6 cd (capace di riprodurre anche brani in formato mp3), inserito direttamente nella consolle centrale. Vetri posteriori e lunotto atermici completano le dotazioni specifiche della Ltx Beige Pack insieme al nuovo colore Blu carrozzeria. Il prezzo chiavi in mano della Beige Pack è di 33.700 euro.
Una potente mangia strade
Una diesel con motore da 204 cavalli non è un’abitudine fra le scelte del mercato italiano. Soprattutto se costa 35 mila euro e la dotazione è completa. Inoltre Peugeot 407 station wagon è una vettura assai gradevole alla vista, più ancora della berlina. Il motore di cui parliamo, particolarmente efficace in fatto di prestazioni, è il 2.7 V6 Hdi Euro 4 con filtro anti-particolato, utilizzato anche sulla coupé. Il che significa che nei giorni di fermo traffico con quest’auto si può circolare tranquillamente. Realizzato in collaborazione con la Ford, l’unità della 2.7 Hdi Fap rappresenta il top di gamma tra le 407 a gasolio: è sovralimentato da due turbocompressori, grazie ai quali la potenza massima sale a 204 cavalli a 4.000 giri/minuto, permettendo alla vettura di raggiungere l’esuberante velocità massima di 230 chilometri orari. Il comportamento stradale è di ottimo livello: in città è maneggevole, lo sterzo facilita la guida e il parcheggio è facilitato dai sensori di posizione. Se fossimo su un’autostrada tedesca, la velocità massima di 230 chilometri orari (assolutamente proibita dal nostro Codice) si potrebbe raggiungere facilmente. Limitandosi alla velocità massima italiana su un percorso che comprenda anche curve ad ampio raggio la vettura si dimostra molto stabile, priva di sottosterzo e silenziosa anche in accelerazione.
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