La rosa dei Tempi
Il Prof delle nevi non tocca le pensioni
«Le pensioni? Non c’è urgenza». Così parlò Romano Prodi dalle piste da sci del bellunese, ricordando anche come il suo governo non sia diviso tra riformisti e conservatori, poiché le riforme vanno fatte nel rispetto della democrazia. Per il primo ministro prima di mettere mani alla previdenza occorre «dialogo con le forze politiche e sociali». Subito gli ha fatto eco il ministro Cesare Damiano, secondo cui «sulle pensioni faremo solo semplice manutenzione: il sistema non ha bisogno di riforme radicali».
Slalomista Imbacuccato come il ragionier Filini quando, insiema a Fantozzi e Calboni, sbarcò alla stazione di Ortisei, il buon Prodi ci racconta un paese che non c’è. Basti leggere il warning dell’Ocse al suo governo: senza le riforme, prima di tutto quella di previdenza e welfare, la spesa pubblica italiana è destinata a esplodere. Tesi immediatamente rilanciata dall’Economist (un tempo “autorevole”) in base al quale la nostra crescita sarà la più bassa dell’Eurozona. Ma lui, felice, fa lo slalom. Tra declassamenti di rating e conti gonfiati.
L’economia domestica del Duce
Introvabile se non sulle bancarelle degli antiquari è un curioso manualetto di economia domestica edito dall’Ufficio Stampa e Propaganda del Pnf nel 1941 per educare gli italiani al massimo risparmio in ogni ambito della vita quotidiana. Un libello eloquente fin dal titolo: Non sprecate. In occasione del Natale ne è stata ristampata un’edizione in 500 esemplari a cura di Stefano Lucchini, capo della comunicazione di Eni, che si è imbattuto in una copia ingiallita.
Revisionista Forse non sarà di vitale importanza sapere che con il pane raffermo si possono cucinare ottime minestre di pan perduto. Né servirà essere a conoscenza del fatto che con la buccia di patata i lavelli in maiolica escono puliti che è una meraviglia. E di sicuro non sarà essenziale imparare a memoria slogan tipo «La lotta contro gli sprechi salva oro alla patria». Eppure dietro a questo libricino di sole 48 pagine c’è più dell’interesse dei bibliofili. Non si tratta solo si saggezza pratica, ma di un’etica anti-spreco. Non solo di briciole di pane.
Giorgino a spasso con Lapo
Nell’edizione delle 20 del 3 gennaio il Tg1 ha incontrato Lapo Elkann. Nella breve intervista il giovane rampollo della famiglia Agnelli racconta il dolore provato un anno e mezzo fa e ammette: «Io ho commesso un errore e non l’ho mai nascosto. Ed è quello di aver consumato nella mia vita cocaina». Segue domanda dell’inviato Francesco Giorgino sul prossimo progetto legato alla moda che il giovane Elkann ha in cantiere. E d’improvviso sullo schermo tv compare una sorta di banner che recita “per saperne di più: www.italiaindependent.com”.
Per saperne di più Figurarsi se in un paese che non vuol curare ciccioni e fumatori ci si scandalizza perché la storia di droga di Lapo viene liquidata come «drammatica vicenda personale». È solo che noialtri già ci rodevamo: sarà mica che il Tg1 di Gianni Riotta confeziona marchettoni ai Buoni propositi del suo uomo più glamour, quel capolavoro con Giorgino in copertina su sfondo celeste? Poi, per fortuna, è arrivato quel banner. E ancora una volta abbiamo dovuto smettere di pensare male del servizio pubblico e correre a pagare il canone.
Darwin senza veli
«Noi uomini civilizzati costruiamo asili per pazzi, storpi e malati; istituiamo leggi per i poveri e i nostri medici esercitano al massimo la loro abilità per salvare la vita di chiunque. (.) Così i membri deboli delle società civilizzate propagano il loro genere. Nessuno di quelli che si sono dedicati all’allevamento degli animali domestici dubiterà che questo può essere altamente pericoloso per la razza umana». Pericoloso, sì, ma mai quanto questo Darwin, ben raccontato da Francesco Agnoli e Alessandro Pertosa in Contro Darwin (Fede & Cultura).
Superprete Da centocinquant’anni i darwinisti di moda inneggiano al profeta che si fregiava di come «la forma del mio cranio era stata argomento di pubblico dibattito», «avevo il bernoccolo sacerdotale tanto sviluppato per bastare a dieci preti», «è probabile che il mio cervello si sia sviluppato nel corso delle ricerche compiute durante il viaggio». Cinque anni alle Galapagos per far evolvere l’intelligenza e mutare il proprio cranio. Un secolo e mezzo a glorificare il fautore di queste scoperte. Mezz’ora di lettura di Agnoli e Pertosa per rimetterlo al suo posto.
Veronesi in versione hippy
«Essere pacifisti significa non ammettere che si provochi il dolore, non tollerare che si tolga ad altri esseri viventi la vita e l’integrità della mente e del corpo. Nessuna vita è piccola, nessuna vita è insignificante». No, non è stato il Papa a pronunciare queste parole. E non è stata neppure Paola Binetti. Trattasi di uno scritto di Umberto Veronesi, lo stesso che qualche tempo fa si lasciava volentieri immaginare intento a manipolarle, sezionarle e cestinarle, le vite piccole e insignificanti.
Pro-life Il bello di questo vezzo pro-life del Veronesi è che si trova in un contesto che di vezzi ne propone a vagonate: è l’Espresso di fine 2006, dedicato alle “Sfide 2007” (da non perdere, è fumato garantito). Il Veronesi in questione, peraltro, mica si ferma alla difesa degli embrioni. Il pezzo, per dire, si intitola “Mettete provette nei vostri cannoni”, e il prof. vi sostiene, senza ridere, che «non è utopia lanciare in tutto il mondo la parola d’ordine del disarmo generale». I soldi così risparmiati, dice, si potrebbero investire in ricerca. Capito adesso perché vogliono legalizzarla?
Un popolo in festa
Domenica 14 gennaio alle ore 11.45 presso la parrocchia di Romano Banco in Buccinasco (Milano) si terrà, per il tredicesimo anno consecutivo, la festa in memoria di Carmelo Caporale. Una mostra sulla sua vita sarà esposta nel salone dell’asilo parrocchiale. Nel pomeriggio i ragazzi dell’Associazione Centocanti terranno una lectura Dantis. Seguiranno canti della tradizione popolare e testimonianze di realtà operanti nel paese nate dalla stessa passione per l’uomo che ha contraddistinto la vita di Carmelo.
vitale Carmelo Caporale nasce nel 1947 vicino a Catanzaro. Costretto fin dall’età di 16 anni alla sedia a rotelle a causa della poliomielite, ricomincia a vivere dopo un viaggio a Lourdes e L’incontro con i giovani di Comunione e liberazione. La sua positività, pur nella malattia, ha reso la vita e la morte di quell’uomo un esempio per tante persone. «Carmelo non è un ricordo, ma compagno presente a sostegno e consiglio ogni giorno della nostra vita, e profeta autentico del cammino di tutto il popolo della Chiesa», ha scritto don Luigi Giussani nella biografia.
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