Internet piglia tutto

Di Tempi
11 Gennaio 2007

Affermare con certezza che il 2006 è stato l’anno delle liberalizzazioni è cosa un po’ ardua. Una buona nuova però è giunta a ridosso della notte di san Silvestro, riguardo alle telecomunicazioni. I ministeri della Difesa e, appunto, delle Comunicazioni hanno raggiunto un accordo per far “traslocare” alcuni tratti di frequenze Wi-Max dall’ambito militare a quello, appunto, pubblico, proseguendo per altro nella direzione intrapresa dal ministro Lucio Stanca, che nel 2004 si era già occupato della questione. Significa che a disposizione degli operatori autorizzati – come con l’Umts, le liberalizzazioni di frequenze presuppongono sempre aste di acquisto delle stesse tra fornitori – ci sarà una rete nuova, potente e, in prospettiva, rivoluzionaria. Il Wi-Max, che è un sistema senza fili, consente infatti l’accesso a internet anche nelle zone non raggiunte dalla banda larga via cavo. Ma non è tutto: il vero cambiamento reso possibile dalla “nuova” tecnologia è che tutte le informazioni – voce, dati, immagini – passano attraverso il protocollo Ip, quello di Internet. Il mercato a questo punto si apre all’introduzione di nuovi cellulari che non si appoggiano più alla rete mobile – Gsm o Umts – ma proprio al Wi-Max, con vantaggi potenzialmente enormi. Dal punto di vista tecnologico la velocità di trasmissione potrà arrivare fino a 70 MB al secondo: notevole se si considera che la rete fissa arriva a 20 MB, per giunta teorici. Niente a che vedere con il già diffuso (e utilissimo) Wi-fi che non è altro che un’estensione della rete fissa e da essa dipende. Il Wi-Max è esso stesso una rete. È difficile dire come si svilupperà questo mercato. Come sempre le possibilità si confrontano con le esigenze della politica e dell’economia.

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