M’importa un Pacs.

Di Tempi
18 Gennaio 2007
Numeri, inchieste e autorevoli opinionisti dimostrano che non servono a nulla

E infine è giunta anche la certificazione dei numeri e degli esperti del settore. Il professore Massimo Livi Bacci, uno dei massimi demografi italiani, favorevole ai Pacs, ha riconosciuto che «il numero di queste coppie, in Francia, si aggira sui 2,5 milioni, circa il quadruplo dell’Italia, dove un’indagine Istat del 2002-03 ne ha stimate 564 mila. Se si estendesse l’esperienza francese all’Italia, non più di di 10-15 mila coppie farebbero ricorso al nuovo istituto». Prima era arrivata la certificazione del fallimento di quei registri propedeutici all’introduzione dei Pacs che in alcuni Comuni italiani sono stati aperti da solerti e progressiste giunte locali. Secondo un’inchiesta di Libero in tutto il paese ne hanno usufruito in 143 (0,0098 per cento della popolazione interessata). Infine ci è giunto, con sofisticata e perfida puntualità, anche il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista, l’uomo di Tempi in Rcs. Su Style ha posto «alle coppie di fatto eterosessuali che anelano alla regolamentazione giuridica della loro condizione» alcune impertinenti domande: «Perché non vi sposate? Se volete vivere come in un matrimonio, perché non celebrate il vostro? Chi ve lo impedisce? Se giudicate superficiali e stupidamente ilari queste domande, potete di grazia informare i lettori se invece c’è un motivo, un solo grave motivo, che vi ostacoli nel sogno di coronare la convivenza con un matrimonio?». Informateci, dunque. E se il fisso di Battista risulta occupato, chiamate pure a Tempi.

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