Messaggi subliminali.

Di Luigi Amicone
01 Febbraio 2007
A chi l'Oscar per il titolo più divertente? Nomination per Tempi, Avvenire, Repubblica

Forse non entreranno nell’empireo dei “titoli più divertenti dei giornali”, certificati da internet, l’enciclopedia del cazzeggio moderno (“In cinquecento contro un albero. Tutti morti”, La Provincia pavese; “Falegname impazzito tira una sega a un passante”, Corriere della Sera; “Fa marcia indietro e uccide il cane. Fa marcia avanti e uccide il gatto” Corriere della Sera; “Tromba marina per un quarto d’ora” Corriere del mezzogiorno). Però è certo che quelli del sito di Repubblica ce l’hanno messa tutta il 24 gennaio per ridicolizzare la dichiarazione del ministro dell’Economia (“Fisco, Padoa-Schioppa: «Meno tasse forse nel 2009»”). D’altronde, anche nella versione cartacea, Repubblica mostra un’inventiva non male: il 23 gennaio hanno titolato “Si arrende leader islamico moderato”. Stavano parlando dello sceicco somalo Sharif Sheikh Ahmed delle Corti islamiche. Forse con quel “moderato” intendevano il fatto che è un tagliagole molto garbato. Anche i colleghi di Avvenire – forse in ossequio alla battuta di Woody Allen secondo cui «non c’è niente di più sexy di un cattolico non osservante» – ha titolato in prima pagina il 23 gennaio: “è morto l’abbé Pierre. Non era perfetto ma fu un grande”. Ma in realtà l’Oscar andrebbe assegnato a noi di Tempi che, nel numero precedente a questo, abbiamo messo in copertina Romano Prodi e in quarta la reclame di una mortadella. Pubblicità subliminale? Come dice lo slogan dell’insaccato: “A buon intenditor poche parole”.

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