Nostre corrispondenze
Olimpiadi 2008 a Pechino, c’è già uno sconfitto: i diritti umani
Cina Milioni di persone rinchiuse in lager infernali, torture, esecuzioni capitali, camere a gas e una specie di “soluzione finale” contro i tibetani, costretti a trasferirsi, a loro spese, nei “gulag” realizzati in zone facilmente controllabili, a vivere in loculi di 3 metri x 4, senza elettricità né acqua potabile, a svendere il bestiame e indebitarsi con banche cinesi per vivere. Chi non accetta, si trova la casa distrutta. Chi parla oggi di queste cose che accadono in Cina? Pochissimi. Il silenzio è assordante anche se le denunce non mancano. «Abbiamo informato i media – dice Claudio Tecchio, della Cisl Piemonte, che ha creato un sito apposito per la Campagna di solidarietà con il popolo tibetano – ma non pubblicano nulla. Eppure ci sono autentici scoop». Qualche esempio? Liu Qi, presidente del Comitato organizzatore dei giochi olimpici di Pechino è accusato di «genocidio e crimini contro l’umanità» presso l’ufficio del procuratore di stato a Vienna da alcuni affiliati della Falun Dafa, movimento di spiritualità buddista perseguitato dal regime. Il Cio, informato della denuncia, non ha preso alcun provvedimento cautelare. Bo Xilai, ministro del Commercio estero di Pechino, è stato denunciato in Usa, Gran Bretagna, Spagna e altri paesi come aderente alla persecuzione contro il Falun Gong: lavaggi del cervello, torture, abusi psichiatrici e sessuali, aborti forzati e uccisioni; centinaia di migliaia di praticanti chiusi in campi di lavoro forzato o in prigione, circa 3 mila morti e più di 44 mila casi di tortura. A lui ha stretto la mano la delegazione italiana recatasi pochi mesi fa in Cina, guidata dal ministro Emma Bonino, che pure, privatamente, aveva incontrato il Dalai Lama in Italia. David Kilgour, investigatore indipendente ed ex membro del governo canadese, con il collega David Matas, ha esposto al Parlamento della Repubblica Ceca un rapporto sugli espianti illegali di organi da prigionieri di coscienza in Cina, con 18 diverse prove del prelievo di organi da persone ancora vive in centri di detenzione, campi di lavoro e persino ospedali, con il tacito consenso dell’amministrazione statale. Ma l’anno prossimo si va alle Olimpiadi. Mauro Zuccari
Morales festeggia un anno al potere silurando a sorpresa sette ministri
Bolivia Piccola rivoluzione nell’esecutivo boliviano, dove il presidente Evo Morales ha sostituito a sorpresa sette dei sedici ministri del suo gabinetto. Senza spiegazione alcuna, l’ex cocalero, reduce dai festeggiamenti per il suo primo anno alla guida del paese sudamericano, ha dato il benservito ai responsabili della giustizia, dell’istruzione, dell’interno, dell’economia, dello sviluppo rurale, dei lavori pubblici e del lavoro. Il presidente annuncia che andrà avanti nel suo ambizioso programma di ridistribuzione della ricchezza nel paese più povero dell’America Latina.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!