In principio fu General Hospital
Numerosi sono stati i medici che hanno curato negli anni i palinsesti. Nell’ormai lontano 1961, arrivò il Dottor Kildare, bello, biondo e di gentile aspetto, interpretato da Richard Chamberlain, futuro divo. Un medico alle prime armi, che imparava ad affrontare i problemi con i pazienti, tra buoni sentimenti e casi mai complessi, ricordando Cronin e il suo dottor Manson. Con meno clinica e più amore, nacque nel 1963 General Hospital, soap opera dalle storie tormentate, per 45 stagioni di seguito. Poi fu la volta di Medical Center, era il 1969 e la serie veniva trasmessa anche dalla tv della Svizzera italiana, rapita dal dr. Joe Gannon e dalle sue infermiere. Negli anni Ottanta, fu la volta di A cuore aperto, titolo originale St. Elsewhere, un nosocomio di Boston non eccellente, in cui però c’era voglia di affezionarsi alle vite di derelitti e bisognosi. La serie ha lanciato Denzel Washington.
Ma quando, nel 1994, la Nbc trasmise E.R.-Emergency Room, la storia dei medical drama non fu più la stessa. Creata da Michael Chricton, le cui storie avvenivano all’interno di un pronto soccorso di Chicago, nel caos dei lettini e dei pazienti rigorosamente assicurati, come vuole la legge statunitense. Finalmente c’è spazio anche per le vite dei medici, un variegato gruppo in cui spicca il dottor Ross, l’allora sconosciuto George Clooney. La serie, pur cambiando attori, è giunta in America alla tredicesima stagione. Contemporaneo a E.R., c’è stato Chicago Hope, con un cast meno numeroso, ma di successo. Dal 2004, altri telefilm hanno dato nuova verve al filone ospedaliero. House, Scrubs, Grey’s Anatomy, Nip/Tuck, di successo, per il modo particolare in cui trattano i problemi dei pazienti e quelli dei medici. Con satira, ma non troppa, ricordando agli spettatori che il camice bianco ha sempre il suo fascino.
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