Un lucido governo.
Hanno fermato il calcio. Giusto. Perché non fermarlo per un anno? Ma sì. Leggi, ancora leggi e se non basta facciamo leggi speciali. Quella del governo Prodi è una filosofia ben strana: non riesce ad applicare le norme che già ci sono (vedi legge Pisanu) ma in compenso non passa crimine in cui non trovi occasione per promettere leggi ad hoc. Bravi. È così che il male scomparirà dagli stadi di Catania e dai condomini di Erba (a proposito: chiudere anche quelli per un paio di settimane, no?). Ma insomma, se oltre che sulle leggi si interrogassero un po’ sul loro relativismo di lotta e di governo non sarebbe già buono? Prendete Pietro Maso, lo sventurato che uccise madre e padre. Oggi, dal carcere, dice che «non è vero che quando commetti un delitto non sei cosciente. Sei razionale, eccome, ti rendi conto perfettamente di quello che stai facendo. Dall’inizio alla fine». Così raccontano i semplici delinquenti pentiti. Che, guarda un po’, non fanno del relativismo, anzi, discriminano tra bene e male. Se invece è tutto relativo come fai a convincere la tifoseria guevarista livornese che non si deve gridare “10, 100, 1000 Nassiriya”, o il compagno sociologo del Corriere che non sono gli ultras fascisti che scrivono di Filippo Raciti sui muri “uno in meno”, o il parlamentare comunista di governo che non si può dire che sia proprio colpa dei poliziotti se poi ammazzano un poliziotto? Se tutto è relativo, è naturale votare un giorno contro la legge Pisanu (perfino la Lega Calcio e la Figc la deprecarono, e il verde Paolo Cento, tanto per citare uno che oggi è sottosegretario all’Economia, la definì «incostituzionale, liberticida e inutile») e il giorno dopo chiedere leggi speciali. Tipo vietare al presidente del Palermo di andare a Porta a Porta perché non lo vuole la Melandri, ministro dello Sport
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