Un lucido governo.

Di Tempi
08 Febbraio 2007
Prodi contro gli ultras, Caruso contro la polizia. La Melandri contro il presidente del Palermo

Hanno fermato il calcio. Giusto. Perché non fermarlo per un anno? Ma sì. Leggi, ancora leggi e se non basta facciamo leggi speciali. Quella del governo Prodi è una filosofia ben strana: non riesce ad applicare le norme che già ci sono (vedi legge Pisanu) ma in compenso non passa crimine in cui non trovi occasione per promettere leggi ad hoc. Bravi. È così che il male scomparirà dagli stadi di Catania e dai condomini di Erba (a proposito: chiudere anche quelli per un paio di settimane, no?). Ma insomma, se oltre che sulle leggi si interrogassero un po’ sul loro relativismo di lotta e di governo non sarebbe già buono? Prendete Pietro Maso, lo sventurato che uccise madre e padre. Oggi, dal carcere, dice che «non è vero che quando commetti un delitto non sei cosciente. Sei razionale, eccome, ti rendi conto perfettamente di quello che stai facendo. Dall’inizio alla fine». Così raccontano i semplici delinquenti pentiti. Che, guarda un po’, non fanno del relativismo, anzi, discriminano tra bene e male. Se invece è tutto relativo come fai a convincere la tifoseria guevarista livornese che non si deve gridare “10, 100, 1000 Nassiriya”, o il compagno sociologo del Corriere che non sono gli ultras fascisti che scrivono di Filippo Raciti sui muri “uno in meno”, o il parlamentare comunista di governo che non si può dire che sia proprio colpa dei poliziotti se poi ammazzano un poliziotto? Se tutto è relativo, è naturale votare un giorno contro la legge Pisanu (perfino la Lega Calcio e la Figc la deprecarono, e il verde Paolo Cento, tanto per citare uno che oggi è sottosegretario all’Economia, la definì «incostituzionale, liberticida e inutile») e il giorno dopo chiedere leggi speciali. Tipo vietare al presidente del Palermo di andare a Porta a Porta perché non lo vuole la Melandri, ministro dello Sport

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