Le urne non perdonano

L’espulsione della religione dalla vita pubblica: che l’attuale ondata di secolarismo militante nel Regno Unito, di cui l’esclusione delle associazioni studentesche cristiane dalle università e l’imposizione alle agenzie cattoliche di aiutare le coppie gay a ottenere bambini in adozione sono una manifestazione, comporti questo esito lo hanno ben compreso un arco di leader religiosi che vanno dal cardinale Cormac Murphy-O’Connor all’Alleanza Evangelica nel Regno Unito (Eauk), passando per il primate anglicano Rowan Williams. Ha scritto l’Eauk per rispondere a un questionario governativo preliminare all’Equality Act: «Oggi domina il pregiudizio secondo cui la credenza religiosa dovrebbe starsene nascosta dietro le porte di chiese, sinagoghe e moschee». Ha detto il cardinale alla radio: «La Chiesa cattolica ed i suoi servizi per l’adozione desiderano agire in conformità coi propri princìpi di coscienza e il governo dice: “no, non ve lo permetteremo; per voi non c’è posto nella vita pubblica di questo paese”». Alla presa di coscienza è seguita la reazione. Anzitutto chiese e religioni si sono mostrate solidali: anglicani, evangelici e musulmani hanno manifestato la loro vicinanza ai cattolici sulla questione delle agenzie per le adozioni. Poi otto vescovi cattolici ed anglicani hanno scritto una lettera aperta pubblicata sul Times nella quale hanno rivolto un appello alle associazioni studentesche e alle autorità universitarie perché le Christian Unions non siano più discriminate. Quindi i vescovi cattolici hanno emesso una serie di dichiarazioni che rappresentano un campanello di allarme per le fortune elettorali del Labour. Patrick O’Donoghue, vescovo di Lancaster simpatizzante dei laburisti, ha detto: «Prevedo contraccolpi. Certo molta gente non fa attenzione a questi temi e voterà come sempre, ma molti altri rifletteranno e si faranno sentire nei posti di lavoro e nelle comunità». In Scozia, dove il 3 maggio si voterà per il parlamento scozzese, il portavoce della Conferenza episcopale Peter Kearney si è limitato a dire che «la Chiesa invita tutti a usare il loro diritto democratico a votare e a farsi guidare dalla coscienza nel voto», ma è noto che il cardinale di Edimburgo Keith O’Brien punta a una punizione elettorale dei laburisti grazie al voto cattolico, potenzialmente cospicuo dopo l’arrivo in Scozia di 40 mila emigrati dall’Est europeo, quasi tutti cattolici polacchi e già registrati nelle liste elettorali. Se a maggio lo Scottish National Party dovesse vincere, i laburisti non avranno che da battersi il petto per i loro eccessi di cristofobia.

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