Fronte del regno

Di Scroppo Erica
08 Febbraio 2007
Le storture del politically correct compattano un'inedita alleanza tra cattolici e protestanti. Uniti contro il culto della secolarizzazione

Londra
Islamismo radicale da un lato, correttezza politica e secolarizzazione elevati a culto dall’altro sembrano aver operato il miracolo, almeno in questa parte del mondo chiamata Gran Bretagna: su parecchi fronti di battaglia i cristiani delle diverse confessioni si stanno unendo, se non, come testimoniano molti fatti concreti, addirittura riunendo. E fronteggiando battaglie comuni sembrano riscoprire che, al di là di diverse interpretazioni e visioni, esiste un sostrato comune.
Il primo a muoversi è stato l’ex ministro degli Esteri, ora leader della Camera dei Comuni, Jack Straw, il quale non lo sbandiera ma è un anglicano impegnato ed esponente di quel protestantesimo definito “liberale”, favorevole cioè alle donne pastore e alle leggi dello Stato che legittimano divorzio e aborto. In autunno Straw ha lanciato una campagna contro il niqab, il velo che copre l’intero viso femminile lasciando solo una fessura per gli occhi. Tutto nacque durante una di quelle ore di ricevimento che nel Regno Unito tutti i parlamentari hanno (chiamate “ambulatorio” come quello dei medici), quando un’elettrice di Straw si disse felice di incontrarlo finalmente “faccia a faccia”. Straw ci pensò su e concluse che lei con indosso quel niqab vedeva in faccia lui, ma lui non vedeva lei. E lanciò la campagna.
Poi è scoppiato il caso della British Airways. A una hostess d’origine nordirlandese era stato chiesto di nascondere sotto la divisa la minuscola croce che portava dal giorno della Cresima, di modo che il pendaglio non rischiasse di recare offesa alle altre fedi. Lei si è rifiutata, ed è stata lasciata a casa (non pagata) per diversi mesi. Quasi contemporaneamente una vicenda analoga ha coinvolto un’annunciatrice della Bbc, alla quale è stato chiesto di nascondere la crocetta proprio nei giorni in cui veniva ufficializzata la notizia che a breve avrebbe esordito sulla tv di Stato la prima annunciatrice velata.

Il boicottaggio dei parlamentari
In quei giorni a Londra, fra la gente per strada di ogni sesso, fascia d’età, colore, ceto sociale, si notava un’impressionante crescita del numero di croci al collo. Dal Parlamento si levò un boicottaggio contro la British Airways: oltre cento parlamentari ricorsero al treno o cancellarono i propri voli. La battaglia, che vide uniti – e questa è una vittoria notevole – perfino protestanti e cattolici in Nord Irlanda, si è conclusa in questi giorni con il ritorno dell’impiegata discriminata al check in della BA di Heathrow. E, sempre in questi giorni, annunciatrici e commentatrici tv che non si sospettava fossero credenti si sono messe a esibire al collo croci e crocette.
Dopo la parentesi natalizia, in cui un numero crescente di persone ha affollato chiese, cappelle e cattedrali per i vari servizi e celebrazioni dalla prima domenica di Avvento al 6 gennaio, sono tornate alla ribalta altre questioni, quasi tutte relative al mondo dei diritti gay. All’inizio di gennaio un gruppo di cristiani di varie denominazioni (in prevalenza Chiesa d’Inghilterra Evangelica o tradizionalisti) ha inscenato una dimostrazione davanti al Parlamento per criticare una legge contro la discriminazione sessuale che però potrebbe finire con il ritorcersi e discriminare altri soggetti. Ed eccoci al presente: la legge sull’adozione prevede che anche le coppie di persone dello stesso sesso possano adottare minori. Il rappresentante della Chiesa cattolica, cardinale Murphy-O’Connor, si è vivacemente opposto chiedendo che le agenzie cattoliche vengano esentate e l’arcivescovo di Canterbury e quello di York lo hanno appoggiato. La risposta governativa, com’è noto, è stata “picche”: non si fanno eccezioni.

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