La soluzione è possibile

Di Togni Paolo
08 Febbraio 2007

Si sta facendo un gran parlare di effetto serra e riscaldamento globale: tra le tante cose che si dicono, però, non compaiono soluzioni credibili per risolvere il problema. Diciamo subito che eliminare o anche solo ridurre significativamente le emissioni in atmosfera, come chiedono alcuni, è di fatto irrealizzabile: agire sugli sprechi di energia, ridurre il consumo di combustibili fossili, utilizzare fonti di energia non inquinanti è un dovere, ma per risolvere il problema occorrerebbe spegnere i riscaldamenti, ridurre la produzione, fermare il traffico. Tornare indietro di qualche secolo.
Oltretutto i paesi in via di sviluppo hanno necessità di utilizzare i combustibili fossili per garantire il progredire della propria economia, migliorando la qualità della vita delle proprie popolazioni e arrivando al livello di vita già raggiunto dai paesi sviluppati: e certo sarebbe impossibile, oltre che profondamente ingiusto, contrastare il riscaldamento globale impedendo ai nostri fratelli meno fortunati di progredire. Una soluzione possibile potrebbe essere quella di aumentare solo di un po’ l’albedo media della Terra, aumentando la quantità di energia solare riflessa dal nostro pianeta senza che contribuisca al suo riscaldamento. La Terra con la sua atmosfera può essere considerata un sistema che scambia energia con l’universo, in particolare con il Sole: è il Sole che fornisce gran parte dell’energia che determina la temperatura della Terra; se tale energia fosse respinta in proporzione maggiore di quanto avviene oggi, avremmo una soluzione semplice, economica e rivoluzionaria rispetto all’approccio attuale al problema. Per ottenere questo, basterebbe provocare effetti opposti a quelli prodotti dall’aumento dell’inquinamento atmosferico, stabilendo un livello di scambio termico per irraggiamento tale da determinare temperature non eccessive. L’energia che arriva sulla Terra dal Sole viene in parte riflessa dalle nubi e dalle altre particelle dell’atmosfera (circa il 26 per cento), in parte viene assorbita dai gas presenti nell’atmosfera (circa il 19 per cento), e per il restante 55 per cento circa raggiunge la superficie terrestre, dove viene in parte assorbita e in parte riflessa verso il cielo. La porzione riflessa nello spazio è pari circa al 4 per cento dell’energia che colpisce la superficie terrestre. Innalzando questo dato al 6 per cento, con il conseguente calo di energia trattenuta dalla Terra, il problema del riscaldamento globale sarebbe risolto. Una tecnica per conseguire tale risultato è stata ideata e brevettata da due scienziati dell’Università di Perugia: ne parleremo ancora.

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