Quando c’è di mezzo la Chiesa, calunnia calunnia, qualcosa resterà

Di Tempi
15 Febbraio 2007

Per avere un quadro serio e obiettivo di quel fenomeno storico che va sotto il nome “Inquisizione” è ormai imprescindibile un volume edito nell’estate del 2004, Atti del Simposio Internazionale del grande Giubileo dell’Anno 2000, (pp. 786, Libreria Vaticana, 2004). Raccoglie l’esito di ricerche svolte da studiosi provenienti da tutto il mondo e di diversa estrazione culturale e religiosa. Il quadro, in estrema sintesi, è il seguente: tra il 1540 e il 1700 in Europa si svolsero oltre 100 mila processi per stregoneria e circa 50 mila imputati vennero messi al rogo dai tribunali civili. Il grosso dei processi si svolse nei paesi protestanti (1.000 esecuzioni in Italia contro 25 mila solo in Germania), mentre i tribunali della Chiesa cattolica misero al rogo meno di 100 persone. Per l’esattezza: 4 in Portogallo, 59 in Spagna, 36 in Italia. Pensate che abbia fatto notizia tutto ciò? Siamo nel 2006, l’ignoranza continua a imperare. E nei talk-show, sui giornali, nelle scuole, quando si parla di Inquisizione, chiunque può continuare a contar balle e a dare i numeri che vuole. L’importante è che si calunni la Chiesa cattolica. E, a proposito di calunnie, ve n’è una secondo la quale gli ebrei usavano uccidere i bambini cristiani a scopo rituale. Un’ assurdità incompatibile con tutte le leggi ebraiche. Ma tant’è. Essa è molto in voga tra i tagliatori di teste ed è recentemente riemersa nel saggio di uno storico ebreo che, sia pur limitatamente ad alcuni episodi, pretenderebbe dimostrarne la fondatezza storica. Per Sergio Luzzatto, protagonista del lancio in Italia di questo saggio (Pasque di sangue, appunto) l’autore avrebbe compiuto un «gesto di inaudito coraggio intellettuale». Purtroppo c’è da non credergli punto. Visto che Luzzatto è anche il principale artefice del linciaggio a mezzo stampa di Gianpaolo Pansa e dei suoi saggi storici sulla Resistenza. Quelli sì «di inaudito coraggio intellettuale».

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