Il nuovo Welby

Di Tempi
15 Febbraio 2007
La mano che staccherà la spina a Nuvoli godrà dell'autorizzazzione dello Stato

C’è un nuovo caso Welby, ed è già una pena parlarne. Ci si ritrova di nuovo a invadere quella sacra sfera personale che un minimo di pudore laico dovrebbe preservare da ogni invadenza un po’ guardona e un po’ clericale. Ci si ritrova di nuovo a parlare di un caso eccezionale come se fosse la norma. Ci si ritrova di nuovo a usare della disperazione singola per invocare una legge universale. Il nuovo Welby si chiama Giovanni Nuvoli, ha 53 anni, da sei è malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) e attaccato a un respiratore artificiale. Dal suo letto nella sala di Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari ha chiesto di morire. I locali esponenti della Rosa nel Pugno hanno preso a cuore il suo grido. Daniele Capezzone, ad Alghero per parlare di quanto sia oggi più facile aprire un’impresa, ha detto che il partito segue attentamente la vicenda. I medici che lo curano hanno affermato di aver fatto il possibile per lui (anche di avergli proposto la domiciliazione – rifiutata dalla moglie) e di non poter esaudire il suo desiderio per motivi deontologici e penali. Il fatto più grave – che segna uno strappo rispetto anche al caso Welby – è che il sostituto procuratore del tribunale di Sassari, Paolo Piras, ha dichiarato che si attiverà per trovare un anestesista disposto a esaudire le volontà di Nuvoli. La mano che staccherà la spina sarà dunque quella di un medico autorizzato dallo Stato.

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