Charfi smaschera il doppio gioco dell’islam moderato alla Ramadan

Di Colombo Valentina
15 Febbraio 2007

Nel momento in cui l’Occidente cerca disperatamente e vuole individuare i musulmani “moderati”, Mohamed Charfi, ex ministro dell’Istruzione tunisino, lancia un segnale d’allarme. Il segnale d’allarme riguarda che cosa si intenda per moderato. In Occidente, ad esempio, vengono considerati moderati personaggi come l’esponente di punta dei Fratelli Musulmani in Europa, Tariq Ramadan, e lo sceicco di al Jazeera, Yusuf Qaradawi. Non a caso il primo è consigliere di Tony Blair e docente all’Università di Oxford mentre il secondo è beniamino del sindaco di Londra, Ken Livingstone. In Italia l’Ucoii, succursale italiana dei Fratelli Musulmani, è stata scelta come interlocutore del governo. Ebbene non dimentichiamoci le seguenti parole di Charfi: «Gli osservatori definiscono oggi moderato l’i-slamista che innanzi agli occidentali usa un linguaggio ragionevole e che non sceglie apertamente l’azione violenta. Anche se lo stile calmo e il rifiuto della violenza sono sinceri, dal momento che il movimento è sempre legato alla sharia e alla sacralizzazione della storia, la moderazione rimane provvisoria e indica una strategia d’attesa, perché gli ingredienti della radicalizzazione non sono scomparsi».
Charfi attacca quindi alle fondamenta il pensiero dell’islam politico “moderato” e dimostra come quest’ultimo abbia totalmente alterato il messaggio di base di Maometto. Costui non ha fondato uno Stato, ma una religione, mentre i suoi successori hanno subito istituito una struttura politica. Charfi distingue tra l’islam-religione, che si richiama alla libertà, e la sharia, che si impone con la forza. Ebbene gli islamisti «cesseranno di essere un movimento di sovversione politica solo quando ammetteranno che il diritto positivo moderno, diverso dalla sharia, è legittimo». Quindi quando Tariq Ramadan e l’Ucoii, ad esempio, non chiederanno una semplice moratoria delle pene corporali previste dalla sharia, ma ne chiederanno l’abolizione senza se e senza ma.
valentina.colombo@imtlucca.it

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