Vive la France

Di Tempi
22 Febbraio 2007
Amato pretende che in Europa i popoli non possano fare politica, a cominciare dai francesi

A un recente convegno della Fondazione Italianieuropei il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha criticato la norma francese che sottopone a referendum qualsiasi futuro ampliamento dell’Unione Europea ad altri Stati: «Mi sembra una cosa profondamente antieuropea, perché una decisione presa da tutti noi non può essere annullata dal voto espresso in un solo paese». A noi invece sembra che il modo di pensare del ministro sia profondamente antidemocratico e che prefiguri un’Unione Europea più simile all’Unione Sovietica che ad una comunità di Stati indipendenti. Come definire altrimenti un corpo politico che sequestra la sovranità degli Stati e i diritti politici dei popoli europei? Il filosofo politico francese cattolico liberale Pierre Manent (prossimamente intervistato da Tempi) l’ha definito con un misto di fantasia e ironia «agenzia umana centrale» e «ritorno del dispotismo illuminato». Rivoluzionari sovietici, despoti illuminati, ministri e commissari dell’Unione Europea hanno in comune una caratteristica: riservano a sé il monopolio dell’azione politica avendone privato, con la forza o con l’astuzia, individui e popoli dell’Europa. In questo senso i veri antieuropei sono loro, essendo storicamente l’Europa lo spazio umano e politico dove la sovranità degli Stati si esprime attraverso istituzioni democratiche nazionali. Lo spazio cioè dove ogni uomo può fare politica. I francesi paiono non averlo dimenticato. Per questo la nostra solidarietà va, una volta tanto, a loro.

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