La rosa dei Tempi

Di Tempi
01 Marzo 2007

L’overdose di Lapo orchestrata da Moggi
Lapo Elkann, uno capace di lanciare sul mercato un modello di occhiali da sole da 1.007 euri e di restare impassibile, senza ridere, mentre i giornali di famiglia (Agnelli) ne elogiano «la fibra sofisticatissima», ebbene Lapo sabato ha rilasciato una specie di intervista non virgolettata nientemeno che al New York Times, in cui ha detto (e non detto) che tutta quella brutta storia della notte brava in compagnia di Donato Broco (alias Patrizia) con overdose finale sarebbe stata in realtà una macchinazione di Luciano Moggi.
Ed è scoop Chiariamoci, non ci piace infierire su Lapo, uno che oltre ad aver inventato gli occhiali da 1.007 euri è riuscito anche a dire che Moggi, Giraudo e Bettega ricordano «Caino e Babele» (come dire: i quattro evangelisti erano tre, Luca e Giorgio). Però ci siamo immaginati Lapo che, con fare circospetto, rivela al Nyt che quella notte «c’era un fotografo che aspettava all’ospedale quando è arrivata l’ambulanza». E subito il nostro pensiero è andato a Patrizia. Possibile che in Italia perfino gli amori più sinceri debbano finire in complotto?

Gli aperturisti di “Famiglia cristiana”
Nella redazione di Famiglia cristiana circola un documento di alcuni giornalisti secondo cui il settimanale è diventato «un megafono acritico delle posizioni ufficiali della Chiesa». I redattori lamentano che la testata delle paoline (che una volta vendeva 5 milioni di copie e oggi 715 mila) abbia sposato in toto la linea cattolica contro i Dico. Si chiedono perché fino a poco tempo fa potevano avere una linea più aperta su gay, masturbazione, indissolubilità del matrimonio, e oggi non più.
PALLUTI Vendono nelle parrocchie e hanno nella testata le parole “famiglia” e “cristiana”. Sono palluti e col turibolo sempre in resta. Fanno la copertina “Meno Dico più famiglia” e chi intervistano? Jospeh Ratzinger? (Chi? Quello del calendario?) Ruini? (Ruini chi?) Fisichella? (Chi? Il pilota?). Intervistano Rosy Bindi. Parlano della base di Vicenza e a chi danno la colpa? Al Vaticano che non parla di pace. La coerenza è una virtù cattolica adulta: non può diventare megafono acritico della Chiesa chi lo è già del governo.

L’inchiesta fuffa sulle vallette Rai
Macché Vallettopoli, macché ricatti sessuali in cambio di un contratto tv. Il 21 febbraio la procura di Roma ha azzerato l’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock sulla concussione sessuale in Rai e ha chiuso pure quella sulle raccomandazioni. Tre le richieste di archiviazione, le prime due per Salvatore Sottile, ex portavoce di Gianfranco Fini e oggi giornalista al Secolo XIX (finito ai domiciliari per un paio di settimane e alla gogna mediatica per mesi) e una per Giuseppe Sangiovanni, il vicedirettore delle risorse artistiche della Rai, sospeso dall’incarico ad agosto.
Legnosa L’ennesimo teorema del pm anglopotentino è tramontato. Nessun vergognoso ricatto da parte di potenti con il vizietto per le starlette televisive (reali di casa Savoia compresi), nessun sistema perverso per le assunzioni in Rai (a parte il rinnovo del contratto di Enzo Biagi), nessuna valanga moralizzatrice destinata a liberare il mondo dello spettacolo dal cancro del vizio. Solo uno che di cognome fa Woodcock poteva avventurarsi in un’inchiesta denominata vallettopoli.

Andrea Lo Cicero, un eroe nazionale
«Noi abbiamo avuto tante sconfitte. Ma ci siamo sempre rialzati dando il cento per cento. Non si può dire lo stesso di alcuni politici che ai bei discorsi non fanno seguire i fatti. Prodi ci ha fatto i complimenti. Ma non può accorgersi di noi adesso per sfruttare l’onda». Parole di Andrea Lo Cicero, “il barone” per gli appassionati di rugby, pilone della nazionale italiana e tra i protagonisti della straordinaria vittoria azzurra contro la Scozia nel tempio della palla ovale di Murrayfield a Edimburgo.
Guerriero Andrea Lo Cicero è alto 1 metro e 87 centimetri per 118 chili, ha l’orecchio destro “a cavolfiore”, ovvero sformato dall’ormai acclarata assenza di cartilagine, cinquantacinque punti in testa, di cui ventuno solo a un orecchio. Sei dita rotte. Quattro costole. Un gomito. Spalle lussate a volontà e una clavicola fratturata. Distorsioni varie alle gambe. Un collaterale rotto e una sublussazione del ginocchio. Uscite dal campo per infortunio: nessuna. Uno così può accettare i complimenti di chi guida un governo “coeso”?

Mariangela Bastico, il viceministro illusionista
Fine settimana scorsa, grande convegno a Modena, introdotto sull’Unità dal viceministro Mariangela Bastico con un pereppè degno di nota. Titolo: “Libri e motorini aggiustano la scuola”. Attacco: «Come motivare i ragazzi di oggi? Esempio: aggiustare un motorino, oggetto che i ragazzi amano e usano molto. Partiamo dal motorino, da un’officina, da un laboratorio, e non dalla scuola. Da lì poi si può risalire alle leggi della fisica, della matematica, alle letture collegate.».
DELUSIONE Oibò, uno legge e casca dalla sedia. Vuoi dire che si sono convertiti? Che hanno capito quel che ripetiamo da sempre? Che la formazione professionale, che parte appunto dal dall’officina e di lì risale fino a Dante, è infine riabilitata? No, lasciate ogni speranza, voi che leggete: a giudicare dall’operato del ministero, la formazione professionale, che il percorso di cui sopra lo sa fare, è destinata all’estinzione; la scuola, che invece quel percorso non conosce e non vuol fare, se ne incaricherà per legge. Ministro Fioroni, se le rimane un po’ di logica, ascolti la nostra supplica.

Piero Gheddo e la sfida islamica
Potrebbe passare inosservato La sfida dell’islam all’Occidente, ultima fatica di padre Piero Gheddo, nel profluvio di pubblicazioni dedicate al tema. Ma sarebbe un peccato. Perché raramente è dato trovare altrove una trattazione altrettanto chiara e sintetica dell’argomento. Dell’islam infatti padre Gheddo riesce a mettere in luce insieme la profonda aspirazione a Dio e tutti i limiti di un culto formalistico, la grande spiritualità dei mistici musulmani e la rigidità di una religione che non conosce distinzione fra Dio e Cesare.
Realista «Se la strategia di Bush contro il terrorismo non funziona, come tutti sappiamo, bisogna averne un’altra di ricambio, di cui però non si vede traccia. L’Europa unita dovrebbe essere pronta a dire: arriviamo noi. Ma questa è pura fantasia». Non manca di realismo Piero Gheddo, da decenni testimone di drammi e speranze ai quattro angoli del mondo. «Sono contro la guerra. Ma l’Occidente non può più continuare a parlare dell’islam come di una religione di pace e tolleranza». E se non vuol soccombere sarà bene che torni a prendere sul serio Cristo.

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