Per il Wall Street Journal Spataro è un “mascalzone”

A quale tipo di avvicendamento generazionale assistiamo se anche un Marco Follini ammette che per la sua generazione, attualmente, non vi sono le condizioni per poter assumere incarichi di governo e mettere a frutto con impegno ancora più diretto la propria esperienza maturata in anni di politica? Di fatto assistiamo ad una cosa anormale: Follini per “contare” si mette a fare, come tanti altri, l’ago della bilancia. A questo punto può sperare di entrare nella sala dei bottoni…
Marco Penazza via internet

A dire il vero Follini è del ’51, è in politica da quando aveva 14 anni e non mi pare che ci abbia messo poi così tanto a capire come si passa dall’ago ai bottoni.

Ricorderà, direttore, che quando Berlusconi scivolò da un gradino in Parlamento, tutta Italia s’ammazzò dalle risate. Adesso che c’è la serietà al governo, è pianto e stridore di denti.
Mattia Spanò Milano

E “nuovo slancio”, mi raccomando.

Qualcuno viene a chiedermi il senso di un articolo apparso su alcuni settimanali cattolici, dove si dice che la Chiesa parla la lingua dei doveri, e lo Stato quella dei diritti; ragion per cui i due finiscono con il non intendersi. Da parte mia, spero che lo Stato non parli solo di diritti. Quanto alla lingua della Chiesa, se fosse solo quella dei doveri non darebbe risposte compiute all’uomo che cerca una vita buona e felice; sarebbe una Chiesa matrigna, ligia alle leggi per una fedeltà astratta e non attenta all’uomo concreto e al suo vero bisogno. In realtà la Chiesa desidera affiancarsi ad ogni uomo che ricerca e difende la sua vera immagine, e accompagnarlo a desiderarla e a realizzarla. Se un drogato si buca, la Chiesa continuerà a dirgli il suo errore come una madre, e lo sosterrà negli ideali e nella pratica perché non rovini se stesso e gli altri. Oggi si ha l’impressione che certe leggi dello Stato e certi comportamenti della società tendano a rovinare, in pratica e in teoria, la struttura stessa dell’umano. Oggi si contesta alla Chiesa il diritto di dire la sua circa questioni fondamentali, come la vita e la famiglia; la Chiesa non potrebbe nemmeno dichiarare che determinate leggi sono contro l’uomo; si dice e si scrive che la Chiesa può dire quel che vuole ai suoi seguaci, ma non potrebbe dire niente agli uomini del mondo. In realtà la Chiesa parla come «esperta di umanità» perché la fede illumina la condizione dell’uomo e la carità spinge a soccorrerlo. Capire l’uomo di oggi, accompagnarlo nel suo cammino non significa tacere quando si vede che sbaglia, o non soccorrerlo quando si fa male. Il dialogo con il mondo e il compromesso politico non possono spingersi fino ad accettare l’abolizione dell’uomo o la sparizione della famiglia. Se noi cristiani non ci opponessimo, che cosa potranno rinfacciarci le generazioni future quando si sveglieranno dal sonno della ragione? E la nostra stessa coscienza? Non basterà dire che abbiamo cercato il dialogo con il mondo, e che a nessuno abbiamo imposto la nostra fede. Una Chiesa confessante e professante difende l’uomo e la vita.
don Angelo Busetto Chioggia

Ben detto, don. Ma bisognerebbe anche spiegarlo in camera caritatis a quella Famiglia Cristiana che si vende ogni domenica in tutte le chiese d’Italia. Perché vede, a noi sembra proprio che certe “suppliche” alla cosiddetta “non ingerenza” siano venute proprio da lì, prima che di là.

Le sottopongo una breve rassegna stampa estera che dubito troverà eco sulla stampa democratica. Wall Street Journal del 26 febbraio: «La decisione di incriminare per il rapimento di Abu Omar agenti della Cia e altri funzionari americani è da considerare un atto ostile contro gli Usa e il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, nel deciderla si è comportato da mascalzone. L’Italia e gli Stati Uniti sono alleati nella Nato ma un’alleanza del genere è senza significato se gli “alleati” prendono l’abitudine di indagare l’uno sull’altro per aver cooperato contro una minaccia comune. La sceneggiata politica dell’Italia sta mettendo in pericolo la Nato, così come le vite di milioni di persone su entrambe le sponde dell’Atlantico». Stesso giorno ma sul Financial Times: «L’Italia ha bisogno di una coalizione che includa le principali forze del centrodestra e del centrosinistra. Soltanto così avrà un governo stabile, riformista e senza estremisti. L’unica vera sorpresa riguardo la coalizione arcobaleno dell’Italia è che sia durata così a lungo. I veri conservatori sono al giorno d’oggi i comunisti che sono noti soprattutto per quello che oppongono piuttosto che per quello che propongono».
Aldo Vianello Bari

Beh, è un po’ quello che pensa la pioggia che cade sul bagnato. Chissà invece cosa ne desume il dottor Armando Spataro di quel, forse un po’ eccessivo, “mascalzone”. Quanto al FT pare che ci abbia messo un po’ prima di arrivare alle conclusioni del compagno Luca Ricolfi: «Per forze radicalmente conservatrici, o radcon, intendo quelle forze politiche che combinano due tratti distintivi: l’ostilità nei confronti della concorrenza e della meritocrazia e la vocazione assistenziale. è il peso di queste forze – Confederazioni sindacali, Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi Udeur, minoranze varie cripto-comuniste e cripto-democristiane annidate nei Ds e nei Dl – che ha rovesciato l’impostazione originale del Dpef eccetera” (Le tre società, pag. 29, Guerini editore, gennaio 2007).

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