Comicità e follia

Di Longo Elisabetta
01 Marzo 2007

Venticinque anni fa, in una stanza d’albergo sul sunset boulevard di Los Angeles moriva John Belushi. Causa del decesso: un’iniezione letale di cocaina ed eroina. Il suo stile di vita fuori dalle regole era noto nell’ambiente, ma quando se ne andò, all’età di 33 anni, furono in molti a piangerlo, lui che aveva appena reinventato la satira e il modo di far ridere. Figlio di immigrati albanesi, avviò la sua carriera con un gruppo teatrale di Chicago. Seguirono vari e interessanti ingaggi, ma è a Toronto che John fece l’incontro che cambiò la sua carriera. Dan Aykroyd, regista, di cui diventa collaboratore, ma soprattutto amico. Con lui, nel 1975 si esibisce al Saturday Night Live, programma in diretta della Nbc, l’occasione ideale per Belushi di tirar fuori il talento e mostrare una versatilità fuori dal comune. Proprio davanti a queste telecamere nasceranno i personaggi dei Blues Brothers, che diverranno soggetto da film nel 1980. Studio Universal dedica a John Belushi una rassegna, ogni sabato in prima serata per il mese di marzo, con alcuni dei suoi film più celebri. Animal House – film folle ambientato nel mondo dei college americani e dei festini delle confraternite – 1941, Allarme a Hollywood, The Blues Brothers, e un documentario realizzato ad hoc dal canale.

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