Un tesoro a punti (patente)

Di Bottarelli Mauro
08 Marzo 2007

I numeri magici sono tre: 84, 108, 137. Non è un’estrazione del Lotto, sono i milioni di euro di introiti garantiti al Comune di Milano dalla voce “multe”. Nel 2005 sono stati appunto 84 i milioni incassati, 108 quelli del 2006, mentre 137 sono i milioni preventivati per il 2007. I milanesi sanno che quest’ultima previsione è tutt’altro che ottimistica da parte dell’amministrazione della città: da tre settimane a questa parte sono partite migliaia di cartelle esattoriali per contravvenzioni non pagate. I milanesi stanno letteralmente impazzendo, mentre sindaco e compagnia, per tutta risposta, fanno notare che contestualmente è stata abbassata l’Ici. Fatti i conti, però, sarebbe stato meglio, molto meglio un aumento della sgradevole imposta, ma il Comune di Milano vuole troppo bene ai suoi cittadini e preferisce accontentarsi del salasso sotto forma di verbale che penzola dal tergicristallo. E come se non bastasse, a Palazzo Marino hanno pensato bene di unire il danno alla beffa. In questi giorni, infatti, per poter saldare l’ammontare da capogiro delle multe arretrate, il milanese medio è costretto a perdere intere ore dentro un incubo a metà tra il girone dantesco e Blade Runner.
Via Rugabella 2, Comando dei vigili urbani, Sezione procedure sanzionatorie. Questo è il bastione attraverso il quale il sindaco Letizia Moratti vuole recuperare 30 milioni di euro di multe arretrate. Visto che il numero verde a cui rivolgersi vi regalerà una quindicina di minuti di attesa con sottofondo di Vivaldi ma non vi servirà a nulla, dovrete controllare le ricevute dei pagamenti delle multe (se siete così ordinati da aver conservato pezzi di carta risalenti al lontano 2002) e recarvi all’apposito ufficio dei ghisa per chiedere conto o pagare. Il tempo medio di attesa non scende mai sotto le due ore e spesso l’attesa non basta: l’ufficio competente vi invita a tornare dopo venti giorni perché manca l’atto di prima notifica, ovvero la multa che a suo tempo il postino, non essendo riuscito a consegnarla nelle vostre mani, ha depositato all’ufficio postale. Ripresentatevi dopo venti giorni e la risposta apparirà ancora più evasiva: torni più avanti. Quando non si sa.
Milano si segnala anche per il triste record del salasso da parte dell’Esatri, l’agenzia che si occupa di recapitarvi a casa le contravvenzioni e altri balzelli (ad esempio la tassa di iscrizione all’ordine dei giornalisti o le spese di cancelleria per chi ha procedimenti in tribunale). Per una cosiddetta seconda notifica l’Esatri a Milano si prende ben 11 euro (destinati a ingrassare la vostra multa) quando altrove ne intasca solo 5,5. Non per niente il Comune di Milano sta rinegoziando la cifra, tentando di scendere a 9 euro (sempre 4 più del dovuto). Ma l’assurdità è che l’Esatri incassa a prescindere, anche nel caso in cui i trasgressori saldino le multe dopo la prima notifica, rendendo superfluo lo “sforzo” della seconda.

Cartelle impazzite
E come se tutto ciò non fosse sufficiente a esaurire il cittadino medio, un altro sgradevole incidente si para sulla strada di molti automobilisti. Capita che più d’uno si sia visto recapitare a casa cartelle dell’Esatri per contravvenzioni non solo già pagate dal colpevole, ma addirittura maggiorate. Perché? Semplice: calcolando che sono pochi quelli che tengono da parte tutte le ricevute, può capitare che ricevendo un avviso con una cifra diversa da quella che ci ricordiamo di aver pagato l’istinto prediliga saldare il debito e tacere piuttosto che assumere una postura alla Sherlock Holmes per risalire alla verità. Questi “errori”, purtroppo, non sono così rari. Anzi. In compenso, ci hanno abbassato l’Ici. Evviva.

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