Humus in fabula

Sogin, dall’elettricità al nucleare
Cambio ai vertici della Sogin, la Società Gestione Impianti Nucleari. Il consiglio di amministrazione, nominato dall’Assemblea ordinaria che si è svolta lo scorso 31 gennaio che è stata presieduta dal neopresidente Maurizio Cumo, ha nominato infatti il nuovo Amministratore Delegato. Si tratta del dottor Massimo Romano, già direttore dei Rapporti Istituzionali dell’Enel e consigliere – per un anno – proprio della Sogin. Mentre l’altro membro del consiglio di amministrazione è Luigi De Paoli. Massimo Romano lasciò Enel quando, nel 2000, le azioni della medesima furono trasferite dal gruppo elettrico al Tesoro. La riduzione del consiglio di amministrazione da nove a tre membri, decisa nell’ultima Finanziaria, arriva dopo un periodo in cui la società era stata affidata al commissario, Carlo Jean.
La Sogin è nata come società del Gruppo Enel, con lo scopo di incorporare le strutture e le competenze precedentemente applicate alla localizzazione, alla progettazione, alla costruzione e all’esercizio delle quattro centrali elettronucleari italiane.
è stata istituita nel 1999 per volontà del Parlamento e del Governo con lo scopo di mantenere nell’ambito pubblico il controllo delle installazioni nucleari dismesse e avviate allo smantellamento. Come nei casi, per esempio, di Trino in provincia di Vercelli, di Caorso di Piacenza, di Garigliano in provincia di Caserta e della centrale nucleare di Latina. L’attività della Sogin ha quindi un valore strategico molto delicato, e proprio per questo si avvale di tecnologie strumentali e software avanzati per il monitoraggio e il controllo delle matrici ambientali, progetta e gestisce modelli matematici, sviluppa analisi di rischio industriale e realizza sistemi informativi territoriali.
Uno degli obiettivi preminenti di Sogin è la valorizzazione dei siti riqualificati attraverso l’insediamento di iniziative in grado di contribuire allo sviluppo del territorio. Le aree di proprietà Sogin, oltre 500 ettari, sono dotate di sistemi elettrici, idrici, di scarico delle acque reflue, di edifici e infrastrutture logistiche che contribuiscono a renderle particolarmente adatte per l’insediamento di nuove attività produttive e di servizio senza impegnare altre zone del territorio. L’esperienza sviluppata dai primi anni Sessanta ad oggi, prima da Enel e poi dalla stessa Sogin, nei settori della gestione e del decommissioning, ossia la fase di declassamento, decontaminazione e smantellamento delle centrali nucleari permette oggi alla società italiana di svolgere un ruolo internazionale. Nel quadro dell’assistenza ai paesi dell’Est europeo per l’adeguamento degli impianti nucleari agli standard di sicurezza comunitari, la Sogin infatti collabora attivamente con Armenia, Russia, Ucraina e Kazakhstan. Sogin, inoltre, guida la partecipazione italiana al programma di assistenza per la messa in sicurezza del sistema nucleare russo, nell’ambito dell’accordo Global Partnership.

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