Karim paga con la prigione la sua campagna per la libertà

Di Colombo Valentina
15 Marzo 2007

Ventidue anni. Egiziano di Alessandria. Autore del blog karam903.blogspot.com. Un ragazzo della sua generazione. Tuttavia l’anno scorso è stato allontanato dall’università islamica di al Azhar, dove studiava Legge, per avere oltraggiato l’islam. Successivamente è stato arrestato e il 22 febbraio scorso è stato condannato a quattro anni di reclusione per avere «diffuso informazioni volte a sconvolgere l’ordine pubblico», per «incitamento all’odio verso l’islam e per avere insultato l’islam e avere diffamato il presidente Mubarak». Per capire il motivo per cui Karim è ritenuto un personaggio scomodo è sufficiente aprire il suo blog. I banner che si trovano nella homepage sono di per sé significativi: un banner contro la censura telematica in Bahrein, un appello a sostenere i prodotti danesi, tanti link a siti che denunciano la condizione della donna nel mondo musulmano.
Inoltre leggendo il contenuto del blog di Karim si comprende che le sue “colpe” sono ben altre. Innanzitutto ha definito al Azhar l’«università del terrorismo». Successivamente, nelle ore in cui nella sua città le chiese copte sono state bruciate, ha condannato i musulmani autori di questi oltraggi. Infine ultimo ma non meno importante è il suo impegno contro la discriminazione nei confronti delle donne e contro il velo. Karim è un vero paladino della libertà: «Non sono in prigione, perché la mia mente era ed è ancora libera da ogni costrizione fisica e psicologica. Se il mio corpo è in carcere significa che sono stato trasferito da una grande prigione a una piccola perché non ho seguito le regole che settanta milioni di egiziani sono costretti a seguire». Un post intitolato “Non esiste altro dio al di fuori dell’uomo” si conclude: «Dobbiamo convincere l’essere umano della sacralità della sua persona. La legge non è uno strumento di repressione tramite il quale chiunque la gestisca miri a creare una nuova divinità alla quale l’uomo si deve prostrare». Una severa condanna dell’islam politico e della tirannide. Se questo non è un nuovo Averroè. valentina.colombo@imtlucca.it

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