Chi balla e chi torna in panchina
Guido Bertolaso
Medico esperto in malattie tropicali, già impegnato sul fronte della pedofilia, riciclatosi esperto di protezione civile; nominato da Berlusconi e da Gianni Letta, confermato da Prodi e da Enrico Letta; sotto la sua direzione la protezione civile ha allargato le sue competenze: prima si limitava, come in tutti i paesi del mondo, a coordinare l’attività delle altre amministrazioni per gli interventi resi necessari da eventi catastrofici, oggi ha oltre settecento dipendenti propri, non coordina più niente ma si occupa di tutto. Se Bertolaso realizza il suo programma (non tanto) segreto il suo ufficio assorbirà la Presidenza del Consiglio; anche perché dispone di grandissimi fondi, che vengono spesi senza alcun controllo, in misura sconosciuta e al di fuori di qualsiasi programmazione. È molto sensibile ai corteggiamenti dei media. La notizia delle sue dimissioni da commissario è delle 23:14 del 6 marzo; quella della rinomina delle 13:16 del 7 marzo.
Gianfranco Mascazzini
Direttore generale per la qualità della vita (cioè rifiuti e acqua) del ministero dell’Ambiente da quasi vent’anni, laureato in scienze politiche, ha collaborato con l’allora presidente della Lombardia Guzzetti ai primi adempimenti della riforma sanitaria, poi fu spedito a Roma e promosso (“promoveatur ut amoveatur”?); si vanta di aver posto la prima firma da d.g. dopo più di due anni che era stato nominato; è fermamente convinto che l’amministrazione non debba fornire soluzioni, ma creare problemi; è caratterizzato da un forte “horror conclusionis”: quando un problema è in via di soluzione (di solito, se ci ha messo mano lui, dopo anni) trova sempre il modo di riaprirlo. Ne è stata annunziata la nomina a commissario, su indicazione di Pecoraro Scanio, la notte del 6: è rimasto in carica meno di 10 ore.
Antonio Bassolino
Presidente della Campania dal 2000 è stato nominato commissario straordinario e lo è rimasto per oltre quattro anni. Ha ricevuto dal suo predecessore Rastrelli una gestione in pareggio: ha poi dato le dimissioni lasciando un debito di oltre un miliardo di euro, dei quali 676 milioni spesi solo nel 2004 (cfr. Corriere della Sera del 7 marzo), e alcune decine di migliaia di tonnellate di rifiuti sulle strade della Campania; c’è chi critica un eccesso di poteri delegati ai subcommissari, uno dei quali raggiunto da avvisi di garanzia; ha garantito ai cosiddetti lavoratori socialmente utili assunzione e stipendio, ponendoli a carico dei consorzi di comuni costituiti per garantire lo smaltimento dei rifiuti, senza assicurare la copertura della spesa; costoro, di conseguenza, lo hanno votato in massa nelle elezioni del 2005, quando è stato confermato nell’incarico.
Corrado Catenacci
Ex prefetto e gentiluomo in carica, si è assunto l’ingrato compito di sostituire Bassolino in attesa della nomina di Bertolaso; armato solo di onestà e capacità amministrative, privo delle risorse economiche poi poste a disposizione di Bertolaso, ha passato come commissario un periodo non certo troppo felice.
Edo Ronchi
Ministro dell’Ambiente nei governi Prodi I e D’Alema, ha impedito l’inizio dei lavori per la realizzazione degli inceneritori che avrebbero avviato a soluzione strutturale il problema. Avvalendosi delle raffinate tecniche dilatorie di Mascazzini ha proposto e imposto continue modifiche ai contratti già stipulati, fino a determinare lo stato di inadempienza dell’Impregilo, titolare dei contratti. I maligni dicono che questa attività fosse orientata ad inserire nell’affare l’Enel, allora guidata dal suo amico Chicco Testa, che aveva perso la gara d’appalto.
I cittadini campani
Sono i maggiori danneggiati dalla situazione, sul piano della qualità della vita e della salute. Si trovano per le strade, con ricorrenza almeno mensile, decine di migliaia di tonnellate di rifiuti marci, puzzolenti e infetti. Per colpa di chi avrebbe l’obbligo di amministrarli bene, si trovano a vivere in condizioni chiaramente e inequivocamente incivili. Non tutti sono senza colpe, almeno non lo sono quelli che hanno violentemente contestato ogni ragionevole soluzione del problema e, così facendo, si sono resi oggettivamente complici della camorra, che trae grandi utili acquisendo illegalmente e altrettanto illegalmente smaltendo i rifiuti di chi non può fare a meno di disfarsene.
I cittadini italiani
Danneggiati nel portafoglio, essendo costretti a farsi carico degli oltre 1.300 (ma nessuno sa quanti siano realmente) milioni di euro per i quali si è indebitato il commissariato, cioè lo Stato; e delle ulteriori somme necessarie per risolvere strutturalmente il problema.
Il sistema industriale tedesco
Ha lucrato centinaia di milioni di euro, importando rifiuti dalla Campania per bruciarli (come civiltà richiede) o per smaltirli in miniere dismesse. Facendo ottimi guadagni alle spalle nostre.
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