Intanto il culto si fa compatibile

Di Pianta Mauro
22 Marzo 2007

Nel suo ultimo numero La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, spiega qual è il vero compito dei cattolici nel mondo. Si narra la storia di una congregazione di duecento suore americane che hanno ristrutturato il loro convento di Monroe, nel Michigan, secondo i dettami della bioedilizia. Filtraggio e riciclo delle acque reflue, coibentazione ed efficienza energetica, sistema geotermico di riscaldamento e raffreddamento, riutilizzo di materiali. Un restauro durato due anni e costato 58 milioni di dollari. Le sorelle «lasciano così alle generazioni future un segno tangibile della loro missione d’amore e di pace» perché «la sostenibilità ambientale è il mandato morale del XXI secolo». Anche padre Morris ha trasformato la sua chiesa di Saint Elisabeth a Wyandotte, Detroit, in un'”eco-parrocchia”. Ha installato una pala eolica alta quasi tre metri e tre pannelli solari, ha sostituito le lampadine con i led, ha coibentato le finestre e il pavimento. «Attenzione, le prediche non bastano», ha ammonito il don. Gesù non c’entra. Il curato si riferisce all’esigenza di diffondere la causa ecologista. L’eco-sacerdote ha infiammato i cuori di rabbini e imam della zona che hanno abbracciato «lo sviluppo sostenibile nella pratica della loro fede». Del resto, Morris dirige la Michigan Interfaith Power & Light che mette on line proposte di prodotti a basso impatto ambientale. Ci sono candelabri ebraici a bulbi a fluorescenza per risparmiare energia ma anche libri che insegnano «come ridurre drasticamente in 30 giorni le proprie emissioni di anidride carbonica». Ed erano cento le persone arrivate da tutte le periferie di Wyandotte per vedere il film proposto dal parroco. «Ci siamo commossi tutti», ha detto Morris. Per The Passion? No, per Al Gore e il suo An Inconvenient Truth, film-documentario sul riscaldamento globale.

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