La rosa dei Tempi

Di Tempi
22 Marzo 2007

Prodi alle cozze, opposizione in vacanza
Continua la paranza del governo che manifesta contro di sé. Il Prc di Giordano manifesterà in piazza contro il ministro della Margherita Fioroni. Il ministro Pecoraro Scanio manifesterà in piazza la sua contrarietà alla politica di governo in materia di rifiuti campani. Solo su un punto nessuno del governo pare intenzionato a manifestare contro il governo: il tesoretto di 20 miliardi che balla al netto di una Finanziaria fatta per coprire un fabbisogno di 15 (e che invece ne ha portati via agli italiani 35).
All inclusive Davanti al suk del governo Prodi ci si aspetterebbe un’opposizione incalzante e volitiva. Invece niente. Berlusconi va in giro a braccetto con la Moratti, Casini con l’Azzurra, Fini con l’Alemanno e Maroni con la sua tastiera. Insomma, tutti ad aspettare che il bollito misto di Palazzo Chigi esploda alle urne delle amministrative di fine maggio. Ma metti che prima esploda un’altra Vallettopoli e che ti becchino al cinema con Oscar Luigi Scalfaro, che si fa? Si lascia tutti i nostri ragazzi in divisa a godersi le vacanze in Libano e in Afghanistan?

Nuvoli non vuole gli sia staccata la spina
Un giornalista dell’Unione Sarda ha intervistato Giovanni Nuvoli, il malato di Sla ricoverato nella rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Nuvoli ha chiesto più volte, tramite la moglie, che gli sia staccata la spina. I radicali hanno dato la loro disponibilità ad “aiutarlo”. I giornali ne hanno parlato come il nuovo caso Welby. Ma settimana scorsa, grazie all’aiuto di un sintetizzatore vocale, Nuvoli ha espresso inequivocabilmente le proprie volontà: vivere, non staccare la spina, andare a casa.
fragile Allora, come la mettiamo cari amici radicali? Chi è che strumentalizza Nuvoli? Questo settimanale lo ha detto dal principio: il malato vive in una condizione di fragilità psicologica. Un giorno dice una cosa, il giorno dopo il suo contrario. E sarà così ancora per molto, finché non la smetterete di stargli addosso come degli avvoltoi. Va invece aiutato a vivere con più tranquillità e serenità la sua condizione. A meno che voi, cristianamente s’intende, non ci teniate così tanto a mandarlo dal padreterno.

Licenziamenti melandrini
«Il ministro Melandri è certa che la priorità di Rossi debba essere il licenziamento dell’allenatore della nazionale. Però Rossi non è intenzionato a farlo saltare. Spiazzata, la Melandri [riesce ad ottenere] che il governo si faccia carico del problema. Ma Guido Rossi non ci pensa minimamente. Così la Melandri alla fine si rassegna e, da attrice consumata, calza le infradito e si dirige a Coverciano e si mette in posa per la stampa con il tecnico di Viareggio» (tratto da Calciopoli, collasso e restauro di un sistema corrotto).
Zidanata Rileggere ciò che accadde prima della partenza della nostra Nazionale per la Germania è istruttivo. Soprattutto se paragonato a quanto accadde per gli Europei 2000 quando, dopo la partita, Berlusconi accusò Zoff (che poi si dimise) di non aver fatto marcare a uomo Zidane. Almeno Silvio aveva ragione. La Melandri, invece, voleva far fuori l’allenatore che ci ha fatto vincere. E non ha nemmeno suggerito l’insulto a Materazzi, ci ha dovuto pensare tutto da solo a marcare verbalmente la sorella di Zidane.

Le conchiglie di Paola Ceccarelli
Fino al 31 marzo allo Spazio Lumera di Milano è allestita la mostra “Conchiglie emerse”, esposizione dei lavori della scultrice Paola Ceccarelli. Soggetto della sua opera sono le donne, che intaglia e modella dalla materia, senza tuttavia separarne nettamente le forme. Le donne di questa artista sono tristi e con la smorfia del dolore sul volto, donne che proteggono in un abbraccio i figli, oppure ripiegate su se stesse, dal viso appena delineato, ma che esprime sempre un sentimento riconoscibile.
Preziose Quando parla delle sue donne, Paola Ceccarelli le paragona a conchiglie. A tutti sarà capitato di camminare in riva al mare, trovare una conchiglia vuota senza valore né pregio, eppure raccoglierla, metterla in tasca e farla propria. Così ha fatto lei. Che ha modellato la ceramica e le ha dato tratti femminili in cui l’artista stessa si identifica, perché «sono gusci vuoti abbandonati, tutti mancanti, ma al tempo stesso pieni di secoli di memoria, e di echi di infinito».

Martini, i Dico e lo strappo fantasma
Sulla prima pagina del Corriere della Sera del 16 marzo c’era questo titolo: “Martini: la Chiesa dialoghi, niente ordini dall’alto”, accompagnato da questo catenaccio: “Il cardinale parla da Betlemme, strappo sui Dico: dobbiamo confrontarci con i non credenti”. Proprio così: strappo sui Dico. Nasando il classico odore dello scoop, ci siamo precipitati a leggere l’articolo a pagina 12, pronti a goderci la bomba dell’ex arcivescovo di Milano. Dei Dico, però, neanche l’ombra.
Inesistente D’accordo, è sempre un piacere leggersi un cardinale che parla di dialogare coi non credenti, specie in un tempo in cui il Vaticano invece, come è noto, esorta i suoi a prenderli a fucilate, gli infedeli. Pare che l’altro giorno il Papa ne abbia accoltellato uno in piazza San Pietro. Sul dialogo, perciò, tutti d’accordo. È sui Dico che siamo rimasti un po’ così. Sì, va bene, Martini ha detto che «la famiglia non si impone», ma questo in via Solferino lo chiamano “strappo sui Dico”? Caro titolista del Corriere, come direbbe il cardinal Martini, nemmeno le proprie fissazioni si impongono.

Franco Servello e la sua vita nella Fiamma
Sessanta anni di politica italiana vista con gli occhi di chi, come cantava Massimo Morsello, era «entrato nella storia dalla porta sbagliata». È questo ciò che racconta 60 anni in fiamma (Rubbettino, 194 pagine, 15 euro), libro-intervista a Franco Servello, missino della prima ora e fra i traghettatori del partito dall’era Almirante a quella di Fini fino al congresso di Fiuggi e alla nascita di An. Particolare attenzione alla storia del Meridiano d’Italia, storico periodico della destra di cui Franco Servello fu direttore e strenuo difensore.
Irredento Un’Italia che non esiste più ma che ha gettato le basi per quella attuale, con i suoi pregi e i suoi molti difetti. Questo libro narra vicende dure e dolorose con lucida onestà, con il coraggio di chi per una vita non ha avuto timore di dichiararsi fascista e che ancora oggi non abiura il proprio passato. Un passato fatto del mito della Rsi, del fascismo come opposizione al materialismo, di Jünger ed Evola fino al patto con il diavolo e l’avvicinamento a quella che diverrà la destra di governo. Un’evoluzione che, vista la leadership attuale di An, per molti aspetti è divenuta involuzione.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.