Grazie a Souad Sbai l’islam liberale adesso ha una casa in Italia
Chi conosce Souad Sbai non può che volerle bene e stimarla. Da venticinque anni in Italia, non dimentica i problemi delle donne immigrate meno fortunate di lei. Combatte quotidianamente per aiutare le donne vittime della violenza, della poligamia, degli insegnamenti sbagliati di alcune moschee. Souad è irrefrenabile. Crede fermamente in quel che fa. E sa perfettamente che la lotta oggi è quella contro l’estremismo islamico, organizzato e scaltro. È così che ha voluto e ha creato dal nulla il Centro culturale Averroè, con sede a Roma, il primo centro avente come fine quello di dare spazio e voce agli arabi e musulmani liberali in Italia.
«Il nostro obiettivo – si legge nella presentazione del Centro – è quello di creare un punto di incontro per i giovani, per le donne e gli uomini che abbiano desiderio di approfondire tematiche legate alla cultura araba e ad aspetti politici e sociali del mondo islamico, di dare vita a progetti di ricerca nuovi, inerenti la storia, la religione e la ricchissima ma ancora poco conosciuta realtà dei paesi nordafricani, del mondo mediorientale, promuovere iniziative, occasioni di dibattito e di scambio interculturale, ma anche corsi di formazione, di lingua araba e di alfabetizzazione, affinché si possano formare dei nuovi cittadini italiani consapevoli dei propri diritti e doveri. Il nome è stato pensato in onore del grande filosofo e pensatore arabo del XII sec. Averroè che difendeva la tesi secondo la quale la verità può e deve essere raggiunta sia attraverso la religione sia tramite la ragione. La proposta culturale del Centro sostiene dunque i valori del libero pensiero, l’idea di un islam moderato, liberale, rispettoso della sacralità della vita, dei diritti delle donne e dei diritti umani in generale, contro gli estremismi di qualsiasi natura». Finalmente, grazie a Souad, i liberali arabi e gli italiani avranno un punto di riferimento. Non ci si potrà più chiedere dove siano i veri moderati. Ora lo sappiamo: al Centro Averroè. Non abbiamo più scuse.
valentina.colombo@imtlucca.it
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