Viviamo nel paese più libero del contintente. Grazie alla Chiesa

Di Tempi
05 Aprile 2007

L’Europa è unita e sprizza salute da ogni poro. La seconda causa di morte tra i ragazzi d’Europa è il suicidio. La seconda causa di morte in Europa è l’aborto (per i bimbi, non per le donne). Già, se non ci fosse questa seccatura della Chiesa che reclama politiche a sostegno dell’educazione, della famiglia fondata sul matrimonio, del rispetto della vita umana dal suo concepimento alla morte, anche gli italiani si sentirebbero più europei. Purtroppo da noi c’è un'”inaudita offensiva clericale”. Pensate, spiegano da Micromega a Annozero, la Chiesa si ostina a sostenere che la differenza sessuale è insuperabile. Addirittura. Sguainerà la sua spada per dimostrare che le foglie sono verdi? Altrove, per fortuna, la democrazia va a gonfie vele, lo Stato è laico e il colore delle foglie è affar vostro, basta che la legge non dica “verde”, sennò discrimina gli altri colori. Qualche esempio? In Portogallo il popolo fa mancare il quorum a un referendum abortista e il governo socialista prende atto che si tratta di una chiara indicazione per approvare una legge abortista. In Spagna il proprietario della più grande catena di giornali, radio e tv, grande elettore di Zapatero, sostiene che l’opposizione non ha il diritto di fare opposizione perché altrimenti è “franchista”. In Gran Bretagna le Ong cristiane per l’infanzia devono chiudere i battenti perché non possono nemmeno fare obiezione di coscienza alla legge che per non discriminare i gay obbliga loro a dare in adozione i bambini alle coppie omo. Nei Paesi Bassi chiunque può accedere alla fecondazione in provetta e in Belgio l’eugenetica è legge dello Stato. È vero, solo in Italia la Chiesa resiste più che altrove, sostiene le manifestazioni per la famiglia, scrive splendide note pastorali e fa del nostro paese l’apripista di una controffensiva politica e razionale all’impoverimento mentale in corso su tutto il continente. Che dire se non “grazie”?

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