Brindiamo a Farina.

Di Tempi
05 Aprile 2007
Lo radiano dopo che si era già dimesso. E' la barzelletta dell'Ordine dei ridicoli

Con la stessa logica di un collegio docenti che vorrebbe bocciare un alunno dopo che questi si è ritirato da scuola, il 29 marzo l’Ordine nazionale dei giornalisti ha radiato Renato Farina dopo che questi si era già dimesso a inizio mese. Come chiunque si renda ridicolo agli occhi altrui, non c’è da prenderli troppo sul serio. Ha ragione Vittorio Feltri a dileggiarli: «Abbiamo brindato quando Farina si è dimesso dalla corporazione di cui per fortuna non ha più bisogno, brinderemo di nuovo ora». Ha buon spirito Farina stesso dichiarando di non ritenersi così importante «da essere inseguito anche da morto». Che volete farci, quelli dell’Ordine sono rivoluzionari con la faccia da impiegati, gente che si monta la testa senza nemmeno leggere le istruzioni. Come ha scritto Giuliano Ferrara: «Una volta nel Pci i dissidenti che si erano dimessi venivano poi comunque espulsi per indegnità politica e morale. Erano gli anni dello stalinismo». Come ha chiosato Massimo Bordin su Radio Radicale: «Almeno lo stalinismo era una cosa assurda e dunque tragica. L’Ordine dei giornalisti, invece, è solo assurdo». Dunque brindiamo, lo champagne lo offre Farina. Ha in tasca cento euro da spendere per noi poveri giornalisti. Sono quelli che ha risparmiato dall’iscrizione all’Ordine nazionale
dei ridicoli.

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