La rosa dei Tempi
I soliti titoli dei marxisti stanchi
Giovedì 29 marzo. I quotidiani danno notizia della nota impegnativa della Cei che si oppone al ddl sulle unioni di fatto. Il Manifesto sopra una grande foto di vescovi in processione titola “I talebani”. Liberazione sceglie di scrivere “Mo ci avete rotto!” su un’altra foto di porporati. Accompagna il titolo un commento del direttore Piero Sansonetti dal titolo “Credere, obbedire, combattere: i vescovi italiani si mettono il fez”. L’Unità apre la prima pagina del quotidiano titolando “La Cei ordina: no a Dico e gay”.
déjà vu Come diceva il filosofo Nicolás Gómez Dávila: «Più che di marxisti apostati il nostro tempo è pieno di marxisti stanchi». A leggere i titoli da fanzine dei quotidiani comunisti se ne ha conferma. Un po’ più di brio, compagni. Se vi piace giocare il ruolo degli anticlericali, almeno cercate di strapparci un sorriso. Un sussulto. Un moto di indignazione. Un attacco d’ira. Un sentimento di stizza. Insomma, quel che volete, ma non la sbadigliante impressione di sapere già che ragionate col culo.
Lo scherzetto da preti di Micromega
Il direttore di Micromega Paolo Flores d’Arcais il 29 marzo ha spiegato a Radio Popolare di essere veramente scandalizzato per il fatto che il Tg1 ha dato ampio risalto alla nota della Cei contro i Dico e nessun risalto, invece, all’appello “laico” lanciato dalla rivista da lui diretta. L’appello di Micromega, firmato da intellettuali del calibro di Umberto Eco, Vasco Rossi e Simone Cristicchi, invitava tutti i cittadini italiani a reagire alla Chiesa impicciona devolvendo l’8 per mille alla Chiesa valdese.
tiè Più dell’appello ci è piaciuto l’analogo viceappello gregario firmato dal gruppo dei cattoliconi di Micromega, tutti notoriamente impegnati più a diffondere il vangelo che a fare del circo. Tipo don Vitaliano Della Sala, per intenderci. Ma soprattutto ci piace questa nuova mania di parlarsi attraverso note e contronote, appelli e controappelli. Pare che, preoccupata per il grande appeal che sicuramente avrà sul popolo questa idea di devolvere l’8 per mille ai valdesi, la Cei stia preparando un controcontroappello: «Va bene tutto, ma i valdesi no, per favore. Piuttosto Emergency».
La mosca Accorsi si posa su Prodi
Il sogno di Stefano Accorsi è realizzare un documentario su Romano Prodi. In un’intervista all’Espresso, l’attore che ora vive in Francia con la compagna Laetitia Casta, con la quale ha appena avuto un figlio, ha dichiarato: «Visto dalla Francia Prodi ha la statura dei politici di qui, con una concezione alta dello Stato. Vorrei seguire il premier come una mosca invisibile, filmare i suoi incontri, i contatti segreti, i conflitti e le tensioni quotidiane. Per svelare attraverso di lui i meccanismi veri del potere».
eau de italie Per favore niente battute sulle mosche e sul posto in cui sono solite posarsi. Niente pippe mentali sull’interpretazione freudiana dei desideri di uno che va a letto tutte le sere con la Casta e sogna un documentario su Prodi. E però noialtri che compiliamo il modello unico saremmo un tantino più sereni se ‘sta truppa di italiani all’estero che ha deciso le sorti delle elezioni la smettesse di dirci quanto profuma, da lassù, ciò in cui ci dibattiamo noi quaggiù. Parblé.
Mercato aperto anche per i giornali di partito
Niente di rosso sotto il tendone del PalaNord di Bologna, dove lo scorso fine settimana si è tenuto il congresso dei Ds bolognesi. Dopo la falce e il martello rimpiazzata dalla rosa dell’eurosocialismo, ora anche il colore storico della sinistra va in soffitta: il partito democratico lo impone. Ma a pagare il conto alla svolta di Piero Fassino è anche l’Unità: all’interno del sacchetto da tracolla blu consegnato ai 647 delegati non c’era infatti il giornale fondato da Antonio Gramsci bensì Il Domani, giornale delle Coop.
concorrenziale Dopo i medicinali e le pompe di benzina, ora le Coop possono gestire anche la telefonia virtuale in partnership con Telecom: sono ricche, potenti e politicamente corrette. Giusto che sia il loro foglio a informare i delegati diessini piuttosto che il giornale su cui scrive Furio Colombo, in passato membro del cda dell’Overseas Union Bank & Trust di Nassau, definita dagli autori del libro Il processo «la banca off-shore delle tangenti Fiat». Chi sono gli autori del volume in questione? Uno si chiama Marco Travaglio: sapete mica dove scrive oggi?
Tutti con Castro: Bush affamerà l’Africa
Nel suo primo articolo dopo la malattia Fidel Castro ha definito “sinistra” l’idea, sviluppata dal presidente americano George Bush, di produrre biocarburante, perché condannerebbe alla fame miliardi di persone. «L’allarme di Castro appare più che giustificato – ha scritto in Italia Liberazione – se è vero che una persona può nutrirsi per un anno intero con il grano necessario a riempire il serbatoio di un fuoristrada di etanolo». Anche Repubblica ha commentato che «alcune delle obiezioni di Castro sono condivisibili».
autogol E adesso chi glielo dice a Prodi? Il 26 marzo il presidente del Consiglio in visita in Brasile ha annunciato investimenti per 480 milioni di dollari e la costruzione di quattro impianti per la produzione di biodiesel italo-brasiliano. Italia e Brasile, inoltre, proporranno ad Angola e Mozambico un grande progetto che sfrutterebbe le vaste estensioni di terra coltivabile africana per la produzione di etanolo. Prodi condanna l’Africa alla fame come un Bush qualunque. Voto di sfiducia al Senato in arrivo?
La Stasi rivela: Pio XII era nemico del Führer
«Il Papa ha un atteggiamento di grande simpatia nei confronti del popolo tedesco. Ciò che non si può dire invece del regime». «Pio XII aiuta la Polonia invasa». «Pacelli nasconde gli ebrei in fuga». «Il Pontefice si attende un cambiamento della situazione in Germania, al più tardi dopo la morte del Führer». Questi i dispacci che i gerarchi del Terzo Reich mandavano a Berlino parlando di papa Pacelli, di recente venuti alla luce dopo essere stati per anni nascosti dai funzionari della Stasi, il servizio segreto della Germania dell’Est.
finalmente Speriamo che ora la smettano con il “Papa amico di Hitler”, i “colpevoli silenzi”, la “leggenda nera vaticana”. Questi documenti sono l’ennesima riprova che Pio XII era il nemico numero uno dei nazisti (e anche dei comunisti, visto che la Stasi conservava queste carte e intanto diffondeva notizie false atte a screditarlo). È stata costruita una leggenda senza lo straccio di una prova, basando tutto solo sull’interpretazione teatrale di Rolf Hochhuth. Noi lo sapevamo già, speriamo che ora anche i vari Costa Gavras nostrani ne prendano atto.
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