Per Gheddafi Gesù non è morto in croce. Al massimo di freddo
Il colonnello perde il pelo ma non il vizio. In occasione del Mawlid, la nascita di Maometto, Muammar Gheddafi ha pronunciato un discorso nella città di Agades, nel Niger, in presenza di diversi capi di Stato africani e di migliaia di fedeli musulmani venuti da ogni parte dell’Africa sahariana. Nel lungo discorso, tradotto in differita in quattro lingue, il leader libico ha parlato più di Cristo che del profeta dell’islam. Per elogiare l’approssimarsi delle festività pasquali? Niente affatto. Gheddafi ha affermato che Gesù è stato mandato solo al popolo d’Israele e non al mondo intero, come invece pretendono i cristiani. A suo avviso, il messaggio cristiano non ha quindi «nulla a che vedere con l’Africa, l’Asia, l’America o l’Europa». Anzi, secondo il colonnello, è «un grave errore della storia» la presenza di altre religioni monoteistiche dopo l’avvento dell’islam, visto che Allah accetterà solo l’islam. Nel Corano, ha detto ancora, Gesù annuncia la venuta di un profeta chiamato Ahmad (sinonimo di Maometto, ndr).
«I cristiani devono dirci dove nascondono questo Vangelo», visto che quello che leggono non menziona questo nome, il che dimostra la sua falsificazione. «Se Cristo – ha continuato – fosse stato ancora vivo ai tempi di Maometto, avrebbe sicuramente aderito alla sua predicazione». Poi ancora, visto che si era in clima pasquale: «Quella persona crocifissa duemila anni fa non era Gesù, ma un sosia. Gesù non è morto in croce. Maria, Giuseppe il Falegname (sic!) e gli altri discepoli che hanno assistito alla morte di quell’uomo crocifisso sapevano che non si trattava del loro profeta, ma hanno finto di compiangerlo per nascondere la fuga di quello vero».
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