Il federalismo che non s’ha da fare
Ci toccherà chiamarlo Sisifo. In Veneto sembra questa la fine che rischia il federalismo promesso da Prodi. Non ci si riesce a stupire di un passo in avanti, che si torna rapidamente al punto di partenza, o anche più giù. Il governatore Giancarlo Galan, in duetto con il collega Formigoni, ha identificato nelle autostrade un terreno concreto in cui pretendere almeno l’ovvio: che la Regione diventi finalmente protagonista delle regole delle concessioni, e il suo territorio beneficiario dei flussi di denaro che i caselli introitano senza sosta. Il 17 gennaio, Galan aveva messo nero su bianco a Prodi «la proposta di affidare la gestione del Passante di Mestre e della rete attualmente in concessione alla Società delle Autostrade di Venezia e Padova, a una società costituita in modo paritetico tra Anas e società di scopo interamente partecipata dalla Regione», in vista del «forte beneficio di cui godrebbe il Veneto grazie agli utili derivanti dai pedaggi che sarebbero per intero investiti nel sistema regionale dei trasporti». Il 26 gennaio Antonio Di Pietro portava dritto all’approvazione del Cipe la proposta veneta e il 2 aprile tornava in laguna per vergare l’accordo costitutivo di un gruppo di lavoro e far partire quella società mista con cui Galan farà decollare un inedito «federalismo autostradale», grazie al quale «la Regione potrà compiere consistenti investimenti per soddisfare tutte le richieste che rientrano nella cosiddetta viabilità ordinaria». Tutto bello. Se non fosse per qualche stravagante promessa di Di Pietro al politicamente alleato Friuli Venezia Giulia, cui ha spalancato le porte della costituenda società. Non era ancora partito il countdown per la società autostradale mista, che il ministro ha infatti allargato a Illy questo balbettante pezzettino di federalismo veneto, i cui benefici dovrebbero essere condivisi non solo con lo Stato, ma anche con la ricchissima regione friulana a guida unionista. «Ma cosa c’entra il Friuli Venezia Giulia con la gestione del passante» che sta tutto, disagi compresi, in Veneto, va chiedendosi Galan: «Sarebbe il colmo che il Veneto facesse il federalismo fiscale con la vicina Regione a Statuto Speciale».
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