Solo Sarkozy può far perdere Sarkozy
Parigi
Dopo un primo turno estremamente indeciso, che ha visto il neogollista Nicolas Sarkozy ottenere un buon risultato, con oltre il 31 per cento dei consensi, seguito con un buon 25 per cento da Ségolène Royal, la candidata socialista, rimangono aperti numerosi interrogativi. Quale sarà, per esempio, il ruolo del centrista François Bayrou, che con il 18 per cento è stato la vera sorpresa di questa elezione? E quali saranno i principali temi della campagna elettorale per il secondo turno che si concluderà il prossimo 6 maggio? Christophe Barbier, direttore del settimanale Express, ha seguito la campagna elettorale senza sostenere nessuno dei candidati. Esercizio alquanto difficile in questo periodo di forti contrapposizioni.
Sono andati al voto l’86 per cento degli elettori. Una cifra record. Barbier dice a Tempi che «la strategia dei principali candidati è stata quella di una campagna lunga che ha permesso di parlare di parecchi temi e che ha richiesto un grande impegno. Si può dire che Sarkozy era in “campagna” già da alcuni anni, la Royal e Bayrou da parecchi mesi. Stando ai risultati, la strategia ha funzionato e ha permesso ai tre principali candidati di suscitare l’interesse degli elettori. Questo spiega l’alta affluenza». Più nel dettaglio il direttore dell’Express rileva che «da cinque anni Sarkozy afferma che la destra deve stare senza complessi a destra piuttosto che “limare” il suo progetto politico per sedurre il centro. La Royal ha invece scommesso sul successo del “voto utile”, contando sul rimorso degli elettori che cinque anni fa hanno disperso il loro voto, permettendo all’estrema destra di accedere al secondo turno ai danni del socialista Lionel Jospin». Quanto a François Bayrou, «ha saputo approfittare della scelta strategica di Sarkozy e delle incertezze della sinistra, che a parte il “voto utile” non ha avuto un granché di nuovo da proporre». Così Bayrou ha costrutio la sua “terza via”. «è così riuscito a recuperare una parte dell’elettorato moderato di destra a cui Sarkozy fa paura e, a sinistra, è riuscito a sedurre chi ha dei dubbi sul progetto politico della Royal».
La destra non andrà al centro
Ad aver sbagliato completamente strategia, dice Barbier, è il leader dell’estrema destra, Jean-Marie Le Pen, che «non si è reso conto, contrariamente a quanto succedeva in passato, che questa era un’elezione di cinquantenni, mentre lui ha quasi ottant’anni. Questo decalage anagrafico era evidente e non gli ha certo giovato». Un Le Pen che «non si è neppure reso conto che quella parte degli elettori del Front National che hanno visto in Sarkozy un’alternativa possibile, fatta la loro scelta non sarebbero tornati indietro».
Un errore di valutazone è stato fatto anche dai cosiddetti piccoli candidati, numerosi soprattutto all’estrema sinistra, che «non si sono resi conto dei cambiamenti in corso e hanno creduto che per loro, come in passato, si sarebbe creato uno spazio elettorale».
Sulle prospettive delle prossime due settimane Barbier non pensa, come invece sostengono molti commentatori, che Sarkozy darà una sterzata verso il centro per recuperare una parte dell’elettorato che al primo turno ha sostenuto Bayrou: «Sarkozy, nel suo primo intervento successivo al voto del primo turno, ha posto come primo tema quello della protezione. Un tema che riguarda soprattutto chi ha paura dell’avvenire, come gli operai che temono la disoccupazione o la delocalizzazione della loro azienda o i pensionati preoccupati per il livello della loro pensione o dalla possibilità di potersi curare correttamente. O ancora i giovani preoccupati dalla qualità dei loro studi e del successivo ingresso nel mondo del lavoro. Questa per me è la prova che Sarkozy non intende “ricentrare” la sua campagna e che resterà su temi tipici della destra, pur usando forse un linguaggio più morbido e meno di rottura e più rassicurante. La protezione accompagnerà il cambiamento. Sarkozy sa bene che se dovesse sterzare verso il centro, rinunciando quindi ai temi che ha sostenuto finora, perderà più elettori di quanti ne potrebbe guadagnare».
Bayrou sulla ghigliottina
Sulla Royal e sugli argomenti che utilizzerà la signora per convincere gli elettori, Barbier non si fa troppe illusioni. Pensa che alla fine sarà determinante il voto non a favore della candidata socialista, ma quello contro Sarkozy. «è il solo possibile argomento che può permettere alla Royal di vincere». Una Royal che «non riesce a presentare delle idee che le permetterebbero di aggregare una maggioranza a sostegno della sua candidatura. L’essere presente al secondo turno, ma dietro a Sarkozy, non basta per ridare un nuovo slancio e una nuova dinamica necessari alla sua campagna. Il suo solo argomento è: volete davvero per cinque anni Sarkozy presidente? Oltre a questo, la sola arma che le resta per cercare di attirare una parte dell’elettorato di centro e dell’estrema destra è la sua promessa di un referendum nell’eventualità di un nuovo trattato sull’Unione». Le basteranno per essere eletta alla presidenza? «Tutto è possibile, ma ne dubito. Rispetto a Sarkozy la Royal ha quasi due milioni di voti da recuperare. In fondo, quello di cui ha bisogno Royal è soprattutto di un grosso errore di Sarkozy. è Sarkozy che può perdere l’elezione, non la Royal che può vincerla. Se la candidata socialista dovesse vincere sarebbe comunque con una piccola e quasi miracolosa maggioranza».
Dunque che ruolo avranno gli uomini di Bayrou? «Il ruolo dei centristi dell’Udf avrà una grande importanza, anche perché se la destra perdesse rimarrebbe senz’altro per molto tempo scossa e in ginocchio. In qualche modo assisteremmo probabilmente a una versione francese di quanto è stato fatto in Germania. Se a vincere sarà Sarkozy è probabile che, alle legislative, potrà ottenere dagli elettori una maggioranza coerente. Anche Sarkozy avrà comunque da risolvere il problema dei centristi perché o dà loro un posto nel Governo e riesce a trovare un accordo di reciproca desistenza alle legislative, oppure decide di distruggerli alle legislative». E secondo il direttore come andrà a finire? «A mio avviso Sarkozy è più favorevole a questa seconda soluzione, ma non lo dirà prima di aver vinto la corsa alla presidenza».
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