Nostre corrispondenze

Di Tempi
26 Aprile 2007

La Corte Suprema boccia l’aborto a nascita parziale
usa La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato il divieto per i medici di praticare il cosiddetto ‘aborto a nascita parziale’. I giudici hanno così confermato la validità di una legge approvata nel 2003 dal Congresso a maggioranza repubblicana. Prima di allora il Congresso aveva votato contro l’aborto a nascita parziale nel ’96 e nel ’97, incontrando entrambe le volte il veto di Clinton. I gruppi pro-choice gridano allo scandalo. Soddisfatto Bush e con lui gli attivisti pro-life, che da tempo bollano senza mezzi termini l’aborto tardivo come un infanticidio, per le modalità con cui viene eseguito l’intervento. Il medico mette il feto in posizione podalica, a quel punto il bambino viene estratto tutto dall’utero, ad eccezione della testa. Dopo aver praticato un’incisione sulla nuca, il medico aspira con un catetere il contenuto della scatola cranica. Solo a questo punto il feto, ormai morto, viene estratto dall’utero.

Wolfowitz, il falco innamorato che tutti vogliono impallinare
usa Traballa la poltrona del numero uno della Banca Mondiale Paul Wolfowitz. Il falco, l’uomo di ferro che ha architettato per il presidente l’intervento in Iraq, la tessera numero uno del partito ‘esportiamo la democrazia’, il timoniere intransigente che è entrato alla World Bank promuovendo un ambizioso piano contro la corruzione è caduto sull’amore. Ha favorito l’amante, scrivono i giornali. Le cose stanno così (lo stesso Wolfowitz si è scusato pubblicamente e in questi giorni una commissione apposita deve decidere del suo destino), ma con un distinguo. Quando Wolfowitz arriva alla WB nel 2005 l’affascinante Shaha All Riza lavora già con successo nell’istituzione, tutti ne riconoscono l’intelligenza sopraffina. Wolfowitz segnala il conflitto di interessi al comitato etico della Banca e propone di astenersi nelle decisioni che riguardano la sua compagna. L’idea viene scartata dal comitato, che invece suggerisce di spostarla in un’altra istituzione, magari offrendole una promozione. Così la donna approda al Dipartimento di Stato, ma con un aumento di stipendio enorme (si parla di 180 mila dollari l’anno anziché i previsti 153 mila). La cosa si scopre, Wolfowitz si scusa ma ormai sono tutti contro di lui, a parte George W. Bush. Sta di fatto che dove si giri, il falco Wolfowitz è a rischio impallinamento. Le ha concesso un aumento spropositato per farsi perdonare per averle bloccato la carriera all’interno della Banca? Si scatenano le commentatrici contro il maschio despota che compra la riconoscenza della sua donna. I maligni sussurrano che sia l’affascinante esperta di Medioriente ad avere influenzato le sue scelte in politica estera? Si strappano le vesti i liberal di ogni dove. Anche perché, a detta di tutti, Shaha All Riza, padre libico e madre siriana, lauerata alla London School of Economics, master in relazioni internazionali a Oxford, fluent in arabo, inglese, italiano, francese e turco, non è neppure la solita stagista o ‘gnocca senza testa’.

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