La disciplina e la ripetizione che rendono creativi i bimbi

Di Valenti Annalena
26 Aprile 2007

Ore 12, i bambini della scuola materna percorrono i 50 metri che li separa dalla mensa, in fila per due e in silenzio. E quando la maestra dice loro: «Vediamo cosa scopriamo oggi», rimango come fulminata sulla via di Damasco. Anni di Piccolo Teatro, il bambino è creativo se fa ciò che vuole, M. Lodi e le sue teorie, niente libri né regole già scritte, tutto al vento. Quell’immagine è suggestiva per spiegare perché al bambino corrispondono totalmente quelle cose che per noi formati in “anni creativi”, (teorie che seminano tuttora vittime nelle facoltà che sfornano maestre), erano associate con noia. Disciplina e ripetizione per noi sono noiosi perché siamo “vecchi”, ma per un bambino ripetere 200 volte in un anno i 50 metri che lo separano dalla mensa, in fila per due e in silenzio, e un giorno c’è un fiore che ieri non c’era, e quel grande quadro che fino ad oggi non ho notato e guarda lo studio del rettore e saluta il signor Michele, è scoprire il mondo nel modo che più gli corrisponde.

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