Odio il Papa. S’è ripreso pure Gesù
Mio caro Malacoda, questo Papa sta diventando insopportabile. Sembra abbia preso alla lettera la teoria dell’ingiusto possesso, quella di cui sono convinti assertori alcuni cattolici e secondo la quale se «tutto è vostro, la vita, la morte, il presente e il futuro.», chi si è impossessato di qualcosa la detiene provvisoriamente, ma verrà il giorno della riconsegna al legittimo proprietario. E non sto a precisarti chi sia questo legittimo proprietario nelle convinzioni di Benedetto XVI, basta che tu vada avanti nella lettura del brano di Paolo di Tarso che ti ho citato, non farmi nominare il nome del Nemico a proposito, che mi innervosisco ulteriormente. Gli ultimi due esempi di questa macroscopica operazione di riappropriazione sono per noi un duro colpo, mandano in fumo un paziente lavoro di secoli, grazie al quale avevamo fatto penetrare lentamente ma inesorabilmente nella coscienza comune dei cristiani alcune idee che col cristianesimo non avevano nulla a che fare.
Per farti capire la gravità di quello che è successo parto dall’ultimo episodio, dall’ultima ripresa di possesso: sant’Agostino. È successo domenica scorsa a Pavia, un discorso che fa carta straccia di anni di convegni e pubblicazioni. Eravamo riusciti a farlo diventare di moda: il santo dell’intimità, delle confessioni, del cercare dentro se stessi, dell’autoanalisi, del cammino interiore, della spiritualità. si portava molto, soprattutto tra i laici. Si parlava tanto di lui e delle sue “Confessioni”, quasi mai della sua “conversione”, del suo essere in “ricerca”, mai del suo aver trovato. Gli sono bastate tre righe: «Era sempre tormentato dalla questione della verità. Voleva trovare la verità. La passione per la verità è la vera parola-chiave della sua vita. E c’è ancora una peculiarità. Tutto ciò che non portava il nome di Cristo non gli bastava». Quest’ossessione per la verità mi fa impazzire, ma perché gli uomini non si accontentano di essere onesti, sinceri, coerenti. Tutto potrebbe risolversi in una spiritualissima e altissima introspezione (al resto penseremmo noi) e invece spunta sempre qualcuno che va a cercare fuori di sé quello che gli permette di essere in sé. Sono fuori di me dalla rabbia. Ma peggio ci è andata con la vicenda della ricerca storica su quel loro Gesù di Nazaret. A questo Benedetto XVI non gli basta fare il Papa, continua a fare il teologo e scrive pure libri. E sfotte: «Ognuno è libero di contraddirmi», quando è lui che ha appena finito di contraddire, e di fare a pezzi, duecento anni di metodo “storico-critico”. Ha dimostrato che per usare un metodo bisogna innanzitutto conoscerne i limiti. È la stessa storia della scienza, per essere scientifici non bisogna credere che il metodo scientifico sia onnipotente, ha i suoi limiti e i suoi campi di applicazione. Insomma avevamo convinto schiere di esegeti che bisognava conoscere il Gesù storico portandoli al risultato che Gesù e storia erano due parole che mal si conciliavano e adesso questo Ratzinger ha la pretesa di «presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero e proprio», una «figura molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni. una figura sensata e convincente». Non so se riuscirà a convincere esegeti e teologi, intanto ha già venduto centomila copie solo in Italia. Sai questa fissazione che capiscono prima gli umili. Una rovina!
Tuo affezionatissimo zio Berlicche
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