Allarmismo sulle spiagge

Di Abbondanti Walter
26 Aprile 2007

Nella recente edizione dell’Itb di Berlino, la fiera del turismo più importante del mondo, si è parlato a lungo delle profonde variazioni climatiche degli ultimi anni. È stato proprio Frangialli, segretario generale dell’Omt (Organizzazione mondiale del turismo) a lanciare l’allarme. Questo tema preoccupa tantissimo l’industria turistica in quanto, come ovvio, fra clima e turismo esiste un rapporto necessario, basti pensare a ciò che è avvenuto questo inverno per il turismo sull’arco alpino rallentato dall’assenza di neve e da temperature miti. Anche l’innalzamento del livello dei mari sta preoccupando alcune destinazioni classiche del turismo, come Maldive e Indonesia che iniziano a subire un processo di erosione delle terre che potrebbe portare alla scomparsa definitiva di qualcuno di questi paradisi. Anche circa l’Italia abbiamo letto un preoccupato appunto della Bundesbank: “Turismo tedesco in Italia +13,3 per cento, ma la minaccia è il clima”. La Banca centrale tedesca registra che da gennaio a ottobre 2006 i tedeschi hanno speso in Italia circa 5 miliardi di euro, su 47 totali, con un aumento consistente degli arrivi dalla Germania. Grave la preoccupazione proprio da parte di questi affezionati clienti. Oltre che per prezzi giudicati troppo alti, se ci fossero esagerati aumenti delle temperature nelle coste mediterranee, il 64 per cento dei turisti eviterebbe di passare le vacanze estive in Italia o cambierebbe periodo di vacanza. Anche l’industria nostrana quindi si vede interessata da una nuova pericolosa variabile che fa leva sull’allarmismo ambientalista vigente.

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