Con Logan sulla strada degli etruschi

Di Morosini Nestore
03 Maggio 2007

Logan arriva dalla Romania, un paese che ha scelto la strada della produzione di automobili, sia pure come low cost della marca Renault. Ora la Logan, prodotta a Pitesti, vicino a Bucarest, arriva anche in Italia, come Mcv (Multi convivial vehicle, se vogliamo una maniera diversa per definire una station wagon) al prezzo base di 8.950 euro. Una buona offerta. Dacia ha come obiettivo la produzione di un milione di Mcv nel 2007: verranno vendute in tutta Europa e nei “paesi emergenti”. La Logan è un’auto robusta, versatile, spaziosa, essenziale, economica. I suoi modelli, da 5 e da 7 posti, monovolume e station wagon, con motore a benzina oppure diesel dCi, stanno dentro una fascia di prezzo che va dagli 8.950 ai 12.850 euro. Una vettura del genere può diventare la soluzione per una famiglia dalle possibilità limitate anche se, a onor del vero, Logan è una vettura abbastanza moderna, spartana sì, ma fino a un certo punto. Ideale per chi voglia viaggiare in sicurezza e in modo abbastanza confortevole.
Con Logan Mcv abbiamo percorso un bellissimo tratto dell’Italia centrale, partendo da Ancona, capoluogo delle Marche, per arrivare al Lago di Corbara, un bacino artificiale creato negli anni 50 grazie a una diga sul Tevere. Una zona, quella umbra, di importanti vestigia etrusche. Da Ancona, si prende la statale 16, direzione Pesaro. Dopo circa 10 km si prende la superstrada 76 Ancona-Roma , in direzione Roma e si supera Jesi. Il tragitto lineare consente di sincerarsi delle qualità della Logan. Niente rumore, velocità di crociera più che accettabile, sedili assolutamente comodi: insomma una wagon che unisce al prezzo imbattibile anche buone prestazioni. Del resto, guidando si deve solo ammirare il tipico entroterra marchigiano: colline variamente coltivate a Verdicchio, piccoli paesi arroccati sui crinali e, man mano che si procede verso l’interno, avamposti appenninici. Si esce a Genga-Sassoferrato, seguendo le indicazioni per Frasassi, un sistema di grotte unico in Europa per bellezza di formazioni e di colori. Il giro delle grotte consente di ammirare il maestoso Abisso Ancona, la Sala dei Duecento, il Grand Canyon, la Sala delle Candeline, la Sala Bianca, la Sala dell’Orsa e quella dell’Infinito.
Si prosegue verso Fabriano, città delle più famose cartiere italiane: da visitare il Museo della carta in cui si conservano antichissime filigrane. Proseguendo sulla S76, si entra in Umbria e si supera Osteria del Gatto, paesino celebre per tagliatelle e vino: una sosta per il pranzo è d’obbligo. Si imbocca la S3, strada bella, con curve ampie da godere: la Logan non fa una piega, ovviamente guidata nel modo giusto. E cioè senza strafare col cambio e con sterzate violente. Meglio affrontare le curve dell’Appennino con calma, inserendo anche la seconda (e a volte la prima) marcia. Si arriva a Foligno, unica città umbra costruita in pianura, celebre per la Giostra della Quintana, gara a cavallo risalente al 1600, ripresa nel 1946. Gara che si proponeva di determinare l’ordine di priorità per un cavaliere d’onore nella fedeltà al principe o alla dama del cuore. Si esce da Foligno sulla S316 verso Todi. La strada è strettina, ma la nostra Logan (fra l’altro con il portabagagli a carico pieno) non beccheggia né ha rollii di sorta. È vero che si viaggia entro il limite dei 90, rallentando un po’ quando si incrocia un’altra vettura, ma guidando questa Dacia si capisce quanto sia bella l’Italia fuori dalle autostrade.
Todi ci accoglie con le sue meraviglie e la sua storia. Costruita fra il III e il I secolo a.C. dagli Etruschi, diventò municipio romano alla fine del I secolo, periodo di cui rimangono imponenti vestigia. Poi arrivarono i Longobardi e Todi si trasformò in castello medievale. Da Todi, sulla S448, si arriva, percorrendo tranquillamente una serie di curve, al Lago di Corbara divenuto da alcuni anni un luogo di ritrovo per gli appassionati della pagaia. Sempre sulla statale 448, nei pressi del lago, si trova uno dei templi della gastronomia italiana, Vissani. La cucina è curata, appunto, da Gianfranco Vissani, uno dei cuochi di punta del mangiare tricolore. Fermata e cena d’obbligo.

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