La Bibbia femminista

Di Punzi Vito
10 Maggio 2007
Contro il maschilista "Padre nostro" arriva "Dio che sei per noi padre e madre". Tutto in nome della parità tra i sessi. Ma per l'evangelico Hahne è «pura contraffazione del marchio»

L’intenzione dei dieci curatori era di avvicinare nuovi lettori alle Sacre scritture. In realtà la Bibbia in lingua coretta (Die Bibel in gerechter Sprache) pubblicata in Germania nell’ottobre scorso e preceduta da grande clamore avvicinerà anche, ma non certo al testo sacro. Punto di riferimento la versione luterana del testo, «ormai vecchia di 500 anni», a detta degli organizzatori. Al centro della nuova versione sono stati posti i temi “libertà” e “giustizia”, per la cui trattazione si è attinto a piene mani alla teologia della liberazione e a quella femminista. Una della questioni che ha sollevato maggiori critiche, anche all’interno della Chiesa evangelica tedesca, è la traduzione del termine “Signore”, che Lutero aveva adottato circa 7 mila volte. I nuovi traduttori sono partiti dal presupposto che Dio è insieme uomo e donna; dunque, per esempio, nel Padre Nostro è stata tradotta in «Dio, che sei per noi padre e madre». Altro esempio: lo Spirito Santo che diventa «energia spirituale». Contro questa versione riveduta e corretta della Bibbia costata la bellezza di 350 mila euro, si è espresso a più riprese Peter Hahne, conduttore televisivo della Zdf, scrittore (in Italia il suo La festa è finita è stato pubblicato da Marsilio) e membro del Consiglio della Chiesa Evangelica di Germania (Ekd).
Perché questa opposizione?
L’ho fatto proprio perché sono nel Consiglio della Ekd. I vertici alla guida della Ekd non potevano non reagire di fronte alla pubblicazione di un dispotico plagio che va sotto il titolo di “Bibbia”, realizzato nello spirito di un fondamentalismo femminista. Si tratta di una pura contraffazione del marchio. Di certo chi inventa donne pastore e donne farisee dal punto di vista intellettuale non è altro che un falsario. E chi rende Cristo, il Signore, con espressioni come “l’eterna” annulla la professione di fede in Gesù come Salvatore e Redentore.
Crede che l’ultimo libro di Benedetto XVI su Gesù potrebbe indicare una nuova via per la ricostituzione dell’unità dei cristiani?
Questo libro, con l’alta qualità teologica e la profonda spiritualità che lo contraddistinguono, sottolinea l’attendibilità della Bibbia. Rappresenta un chiaro rifiuto del metodo storico-critico d’esposizione del testo sacro, metodo che esiliava interi passaggi del Nuovo Testamento nell’ambito delle favole e dei miti. Per il Papa Cristo è una persona storica e le sue parole ed azioni sono state trasmesse in maniera attendibile. Questo offre ai cristiani evangelici poderosi argomenti per fidarsi delle sacre scritture ed affidarsi con più convinzione a Cristo.
Si parla molto della “islamizzazione della Germania”. Lei cosa ne pensa?
Personalmente non temo tanto la forza dell’islam, quanto la debolezza del cristianesimo. I timori espressi dai musulmani illuminati sono un richiamo a noi cristiani, per riflettere nuovamente sulle nostre radici culturali e riportare in vita gli antichi valori. Chi ignora la propria fede ha minore possibilità di incontrare altri esercitando tolleranza. La posizione contraria trovo sia quella corretta: quanto più è chiaro e definito il mio punto d’osservazione, tanto più saprò essere tollerante al cospetto di altri punti di vista. Chi invece ritiene che tutto sia di pari valore diventa rapidamente indifferente. E questa indifferenza io la chiamo intolleranza.

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