La rosa dei Tempi
Il Cacciari filone coi no global
Il sindaco filosofo di Venezia Massimo Cacciari si è recato nel centro sociale Rivolta. Ai no global capeggiati da Luca Casarini ha detto: «Se i Comuni non vi danno retta, fate bene ad occupare. Anche un capannone del centro storico di Venezia. Poi, in qualche maniera ci si mette d’accordo». Secondo qualche giornale di sinistra, Cacciari scherzava. Ma per i no global il sindaco è diventato d’un colpo «una persona libera» (l’ha detto suo nipote Tommaso), «un uomo creativo e intelligente» (un Casarini in estasi).
nebbioso Agli angelici no global che girano in passamontagna a sfasciar vetrine, che incitano all’odio di classe e pisciano sui muri delle chiese è giusto offrire qualche casa da occupare. Invece, come ha dichiarato solo qualche giorno prima, a quei turisti buzzurri e incivili che vanno a zonzo in piazza san Marco e per il gran caldo si levano la maglietta, va fatta la multa. Vabbè che a Venezia c’è tanta acqua e quindi le buche per le strade sono poche, ma Cacciari non ha proprio di meglio da fare che “fiàr caìgo” (filar la nebbia)?
Il processo farsa contro la Juventus
È in libreria Juventus il processo farsa. Inchiesta verità su Calciopoli di Mario Pasta e Mario Sironi, due «non addetti ai lavori», ma semplici tifosi (anche se con competenze in giurisprudenza ed economia) che hanno letto tutti i documenti ufficiali relativi alla calciopoli bianconera. Dalle sentenze dei giudici gli autori ricavano che contro la squadra è stato montato un processo farsa senza alcuna prova di illecito. Il volume è presentato da Christian Rocca e Piero Ostellino.
moggi Secondo gli autori sarebbe stata una manovra degli Agnelli per liberarsi della triade Moggi-Giraudo-Bettega. Su tale retroscena non sapremmo dire, ma quel che è certo è che calciopoli, come qualsiasi processo più mediatico che giudiziario, è stato il tipico esempio di come si intende la giustizia in Italia. Pubblicazione di intercettazioni, sdegno popolare, ghigliottina. Prove? Zero (come hanno scritto gli stessi giudici che hanno condannato la Juve). Roba da diventare tutti juventini. Poi uno vede la faccia di Cobolli Gigli e continua a tifare Caratese.
La par condicio del Tg1
Esagerati. Sessant’anni fa “forze oscure” inauguravano le stragi di Stato in Italia. Appena domenica scorsa, “forze oscure” sono andate al potere in Francia. Sì, vabbè, questa è la solita misantropia della sinistra. Ma che c’entra Portella della Ginestra con le elezioni dell’inquilino dell’Eliseo? Nulla. Solo che il Tg1 ha confezionato per storie così diverse servizi così esageratamente filogovernativi che pure Fassino avrà sbottato: «è la Rai o Nessuno tv? Ma non dovevamo darla a Diaco?».
imbarazzanti Sono i servizi antimafia, uno di seguito all’altro, andati in onda in prima serata il 30 aprile. Identici erano identici, compresa la scena del morto. Però vuoi mettere la lezione di par condicio? Nel primo si celebrava Bertinotti, nel secondo D’Alema. Poi Sarkozy ci ha fottuto la mamma a Parigi. Così, la sera del 6 maggio, il corrispondente dalla Francia si è messo a tartagliare. Colpa nostra. Da quando abbiamo scritto che Riotta è un ragazzo di Prodi non passa giorno che il Tg1 non ci smentisca.
Paolo Flores D’Arcais in cerca di stroncature
Paolo Flores D’Arcais, direttore di Micromega, ha inviato in anteprima alle principali testate cattoliche il suo «lungo, dettagliato saggio (quasi un libro)» su Gesù e Ratzinger, tra storia e teologia. Ha accompagnato l’invio con parole quali: «Caro collega…, se avrai voglia di confrontarti…, cordiali saluti, Paolo». Poi su Repubblica è uscita la pubblicità del saggio nella quale si riportano le stroncature di chi ha letto le sue bufale. Cioè: poiché i cattolici intolleranti mi contestano, significa che quel che ho scritto è vero.
accontentiamolo Il quasi libro di Flores D’Arcais è fenomenale nella sua acutezza d’analisi, nel delineare nuove prospettive sul dialogo/scontro tra fede e ragione, nella capacità (non comune) del suo autore nel sapere affrontare ogni problematica con sguardo luminoso e intuizioni così sagaci che comprende solo lui. Chi lo conosce non ne rimarrà stupito, ben sapendo che è uomo di larghe vedute, aperto, curioso, con una montatura d’occhiali da vero pensatore. Parola di cattolici bastardi, papisti, e fumatori (e mo’ facci uno spot con ‘sta recensione se ci riesci, Paolo).
Il tesoretto esentasse dei furbetti delle Coop
L’hanno scritto solo il Sole 24 Ore e il Giornale. Trecento tra amministratori e soci della Coopservice di Reggio Emilia si sono creati un “tesoretto” esentasse di 42 milioni di euro in Lussemburgo. Speculando per bene. Coopservice possiede il 60 per cento di Servizi Italia, società quotata in Borsa all’inizio di aprile e controllata al 40 per cento dalla finanziaria lussemburghese Fsh, di cui sono soci gli uomini di Coopservice. Il collocamento sul mercato ha reso una plusvalenza da 36,5 milioni di euro.
complimenti Siamo favorevoli al mercato e non siamo così verginelle da condannare la speculazione borsistica. Chi riesce a guadagnarci qualcosa, buon per lui. Detto questo, le varie Coop emiliano-romagnole gettino la maschera: sono dei pescecani come Goldman Sachs, azzannano il contante con perizia da pitbull, nascondono il malloppo all’estero e beffano il fisco di Visco. Non bastano più le belle frasi a cose fatte tipiche di Legacoop: «Netto dissenso per questa operazione». Siate chiari e dite: netto dissenso verso quei pirla che si sono fatti scoprire.
Le sedie di Cometa
Erano cento sedie destinate alla distruzione, buone per far legna in qualche camino di campagna. Grazie all’impegno dei ragazzi della Scuola Cometa e dell’Opera don Guanella sono state invece restaurate e abbellite con tessuti di moda (forniti dalla famosa azienda Clerici Tessuti). Sono esposte a Cernobbio, in piazza Risorgimento, e venerdì 11 maggio a partire dalle ore 21.30 saranno messe all’asta. Il ricavato andrà in beneficienza all’associazione Cometa e all’Opera don Guanella.
Educative I protagonisti di questa sfida educativa sono stati ragazzi che erano già impegnati in percorsi di formazione per addetti alle vendite, tessitori e restauratori. I giovani hanno seguito a diversi livelli tutte le fasi di lavorazione, sperimentando in prima persona l’intero ciclo di produzione. Sono stati aiutati dai loro insegnanti ed educatori, insieme ad alcuni artigiani del territorio comasco che hanno accettato di coinvolgersi in questa sfida, trasmettendo ai giovani apprendisti le conoscenze e la passione per il proprio lavoro.
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