Grazie San-toro.

Di Tempi
17 Maggio 2007
Neanche il giornalismo d'assalto riesce a far sembrare intolleranti i bigotti nemici dei Dico

Dice che non è un problema, che il cattolico, quando pressato a dovere, dà il peggio di sé. Viene fuori male. Se la domanda funziona quelli s’imbranano, reagiscono stizziti, fanno ridere. Macchiette, insomma. Che sragionano. Anche intolleranti. Certamente brutti. Fuori dal tempo. Gente oscura. Sarà. Poi succede che ti accomodi in poltrona e accendi la tv sul programma di approfondimento più di sinistra che c’è, per trovarne puntuale conferma e, ohibò, scopri che il diavolo farà pure le pentole ma non i coperchi. Che il piano della trasmissione, cioè il da-questi-cattolici-Dio-ce-ne-scampi-e-liberi, andava lentamente sbriciolandosi. Tutta colpa dell’inchiesta. Perché l’appostamento fuori dalla chiesa, in stile microfono selvaggio con telecamera rovente, impicciona, da buco della serratura, faceva cilecca. Gli assaliti non hanno reagito ma risposto. Su tutto: famiglia, Dico, coppie tradizionali, aperte, spalancate. Semplicemente. Serenamente. Senza secondi fini. Semmai secondo Matteo. Altro che ingenui al soldo di qualche schieramento. Magistrale poi quel sacerdote, padre Gino Troiani di Roma, anche esorcista, che alla giornalista “chiodo fisso” annuncia con un sorriso irresistibile e disarmante che la Chiesa non è mai contro, che ama ciascuno. E ancora un po’ che va avanti quasi quasi l’abbraccia. Stai a vedere che anche nell’Annozero si ricomincia da Uno.

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