Dai fiori ai nostri piatti

Di Alciati Piero
17 Maggio 2007

Della stessa famiglia dei gigli, gli asparagi, antichi ortaggi, ci arrivano dalla Mesopotamia. Della pianta erbacea la parte commestibile è costituita dai giovani germogli o turioni, che spuntano alla base dei rizomi legnosi, denominati zampe. Sono di forma allungata, consistenza carnosa e sapore piuttosto delicato. Tante sono le varietà caratterizzate anche dalla diversa colorazione del turione, che può essere bianco, verde o violetto.
Ecco giusto in tempo con la stagione che va ad iniziare una minestra primaverile. In una pentola capace versiamo 1,5 litri di acqua insieme ad una carota, a 1/2 gambo di sedano e a mezza cipolla. Poi prendiamo 500 gr di carne di gallina tagliata a cubetti e la parte centrale di 24 asparagi, tenendo le punte per finire il piatto. Facciamo cuocere il brodo e intanto in acqua salata sbollentiamo le punte di asparagi in modo che rimangano bene al dente e non troppo morbide.
Il brodo, una volta cotto, lo frulliamo in modo da renderlo cremoso e vellutato eventualmente passandolo al setaccio grosso. Teniamo in caldo. Saltiamo poi in padella le punte di asparago in un filo d’olio con una macinata di pepe nero. Serviamo ben calda la minestra unendo la porzione di punte di asparago. Si possono unire crostini di pane casereccio abbrustoliti e profumati con rosmarino.

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