Come ti svecchio l’Auditel

Di Bracalini Paolo
17 Maggio 2007

Le famiglie Auditel, questo mistero d’Italia. Chi sono? Chi le sceglie? Chi può dire veramente cosa guardino in tv? Tempo fa l’Auditel pubblicò un libriccino, Le favole dell’Auditel, per rispondere a tutte le domande che periodicamente si pongono sulla società di rilevazione dell’audience. Il mistero dei misteri sembra essere il “meter”, la macchinetta collegata ai televisori delle famiglie campione, in tutto 5.100, che trasmette tutti i dati al sistema centrale. Il problema è: chi assicura che davanti alla tv ci sia qualcuno? Problema non solo italiano. La Nielsen negli Stati Uniti ha messo in campo un nuovo strumento che si chiama People meter. Si tratta di un dispositivo che il telespettatore-campione indossa tutto il giorno, che registra i segnali audio emessi dal televisore decodificando il canale su cui si è sintonizzati. In realtà il People meter potrebbe fare molto di più, riconoscere anche le stazioni radio, i siti internet visitati, gli annunci pubblicitari che ascoltiamo nei supermercati, al cinema, sostanzialmente ogni forma di audio digitale alla quale veniamo esposti, rilevando codici non udibili e non visibili inseriti nei programmi. Incrociati con gli acquisti della carta di credito possono dire se un messaggio pubblicitario ascoltato ha funzionato oppure no. La questione, in Italia, è esplosa con l’arrivo delle miriadi di canali digitali, su satellite. Per cui, dopo un ricorso del gruppo Sitcom contro Auditel, l’Agcom ha voluto vederci più chiaro. All’Autorità, l’Auditel ha comunicato di aver chiuso nel gennaio 2006 un contratto per la fornitura di nuovi meter Unitam il cui funzionamento è basato sulla tecnica di audio matching, rendendo quindi la rilevazione indipendente dai broadcasters. La società ha promesso che entro settembre di quest’anno il nuovo meter sarà nelle case di 750 famiglie del campione, 2.200 entro il 31 dicembre. Abbastanza per sciogliere i misteri?

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